Coda della Volpe, L’AltraSciacca: “Crolli a causa delle perdita fognaria, perche’ nessuno ha provveduto?”

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Il promontorio di Coda della Volpe deturpato dalle perdite fognarie che dal Viale delle Terme scivolano e scorrono sul tipico costone saccense. Lo torna a denunciare oggi l’associazione “L’AltraSciacca” che introduce la conferma della causa dei crolli che hanno interessato la roccia. L’associazione di promozione sociale ha scovato e trovato conferma ai tanti dubbi e sospetti sulla questione tra le righe della relazione tecnico-illustrativa per il progetto dei lavori di consolidamento che da diversi mesi interessano la zona, scritto nero su bianco dall’esperto che ha redatto il documento.

“A pagina 15 della predetta relazione – scrive l’associazione –  datata 5/11/2013, si legge: “Si evidenzia che la principale causa dei crolli è dovuta all’incontrollato deflusso in parete delle acque della fognatura. A questo punto chiediamo alle autorità preposte e, in particolare, all’Amministrazione di Sciacca:

  1. Perché in più di 5 anni non si è fatto nulla per riparare la perdita fognaria, che secondo la relazione tecnica è la “principale causa dei crolli”?
  2. A chi spetta la riparazione?
  3. Che senso ha spendere centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici per consolidare il costone di Coda della Volpe senza la rimozione delle cause che hanno prodotto i crolli?
  4. Il perdurare delle perdite fognarie e degli scarichi di acqua piovana, possono innescare nuovi fenomeni di crollo rendendo inutile l’intervento appena concluso?
  5. Si sarebbe potuto evitare l’intervento di consolidamento se tempestivamente si fosse proceduto a riparare la perdita fognaria?
  6. E’ giusto far pagare alla collettività un intervento che con tutta probabilità si sarebbe potuto evitare se si fosse proceduto tempestivamente a riparare la perdita fognaria?
  7. Chi risarcirà i Saccensi per l’impatto paesaggistico di questo intervento?”.

I lavori a Coda della Volpe, si dovrebbero concludere nel giro di poche settimane, ma intanto l’intervento ha cambiato il volto del caratteristico sito mentre secondo quanto denunciato dall’AltraSciacca, il rischio crolli permane poiché le perdite fognarie persistono.