Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, quasi tutti gli arrestati nell’operazione “Caronte” si avvalgono della facoltà di non rispondere

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Tre su quattro arrestati nell’operazione “Caronte” per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ieri mattina nel carcere di Trapani non hanno risposto alle domande del Gip del Tribunale di Marsala Salvatore Calcara, di Sambuca, difeso dall’avvocato Accursio Gagliano, e Marco Bucalo, di Menfi, assistito dagli avvocati Luigi e Sandro La Placa e Filippo Guagliardo. In precedenza si era avvalso della facoltà di non rispondere anche il tunisino Montasar Bouaichia, accusato di essere stato scafista, detenuto nel carcere di Forlì e difeso dall’avvocato Gagliano. Ha risposto alle domande del giudice Rosario Di Gioia che lo ha interrogato, per rogatoria, al palazzo di giustizia di Sciacca, Giuseppe Morreale, di Santa Margherita Belice, assistito dall’avvocato Antonino Augello, che ha respinto le accuse. Morreale è ai domiciliari. I tre belicini sono accusati di avere fornito supporto logistico all’arrivo dei migranti in Sicilia. Le difese preparano il ricorso al Tribunale del Riesame di Palermo.