Impianto biomasse, Moncada rilancia: “Accanimento per noi da questa amministrazione mentre partecipa alla nascita di un inceneritore di rifiuti”

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La lettera a firma di Salvatore Moncada, è destinata ad essere il vero spartiacque nell’ambito di una vicenda che via via assume dei contorni sempre più paradossali e non solo perchè l’imprenditore agrigentino accusa direttamente l’amministrazione guidata da Francesca Valenti di avere adottato un accanimento nei confronti del progetto che la “My Ethanol s.r.l” vuole realizzare nella contrada Chiana Scunchipani, paventato impianto di biomasse che da settimane è al centro del dibattito cittadino, ma anche perchè Moncada rilancia contro il Comune di Sciacca di essere invece, partecipe tramite una società partecipata di un altro biogestore in un’altra zona che prevede invece di trattare rifiuti solidi urbani.

Lo stesso imprenditore ha, inoltre comunicato nella stessa lettera, in riferimento all’altro impianto, di aver fatto richiesta di accesso agli atti “per verificare quali pareri o atti di assenso sono stati eventualmente rilasciati, al fine di verificare se sussiste una disparità di trattamento e richiedere un accertamento delle competenti autorità”.

La missiva è stata inviata dal presidente del gruppo imprenditoriale oltre che alla sindaca anche alla polizia municipale di Sciacca, alla Procura della Repubblica e all’ufficio tecnico comunale.

Moncada mette le mani avanti anche rispetto all’attività ispettiva che il Comune avrebbe stimolato alla polizia municipale “in relazione a fabbricati risalenti al 1984 che non sono stati oggetto di lavori volti ad effettuare modifiche agli stessi e per i quali allo stesso tempo non è stata presentata recentemente alcuna richiesta agli uffici competenti per effettuare modifiche”.

“Essendo la scrivente consapevole che trattasi di un abuso che si sta svolgendo in esecuzione – chiarisce il presidente del gruppo- di un disegno persecutorio ampio che le autorità competenti valuteranno sotto il profilo dell’illiceità e pur potendosi rifiutare, essendo consapevole di aver sempre rispettato i dettati normativi, consentirà l’accesso nelle date indicate nella PEC, lunedì 18 marzo alle ore 10:00, avvertendo sin d’ora che, non ritenendo limpida e cristallina la situazione che si sta delineando, procederà a richiedere l’intervento dell’Arma dei Carabinieri e solamente alla loro presenza consentirà l’accesso allo stabilimento”.

Moncada poi chiarisce le ragioni per cui non si è presentato all’incontro a Sciacca precisando che l’invito da parte della sindaca alla “MyEthanol s.r.l.” è arrivato solo dopo che la stessa si è affrettata a dichiarare pubblicamente  che:“[ … ] questa amministrazione sta procedendo a porre in essere tutte le attività necessarie a bloccare l’iniziativa di un impianto di biometano nel nostro territorio”.

Invito quindi snobbato da Moncada:“in quanto ritenuto non proficuo alla luce della contrarietà dimostrata per principio e non basata su circostanze concrete. Forse, tale atteggiamento è derivante – sottolinea ironicamente-  dall’abitudine degli amministratori di trattare, spesso, direttamente e politicamente con gli imprenditori. Purtroppo il Gruppo Moncada non opera secondo tali orientamenti e si limita a rispettare pedissequamente le procedure secondo quanto stabilito dalla normativa vigente”.

“Siamo allertati – ha concluso la missiva l’imprenditore – dall’accanimento dimostrato da questa amministrazione comunale nei nostri confronti”.

In integrale, la lettera di Moncada:

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