Inchiesta Girgenti acque: Comune parte civile? La prudenza di Fabrizio Di Paola: “Non conosciamo gli atti, valuteremo”

 

“Non conosciamo a fondo gli atti, ma sarà anche nostro compito valutarli per eventuali iniziative”. Nel riferirsi chiaramente all’ipotesi di costituirsi parte civile, l’Amministrazione Di Paola dunque sceglie la linea della prudenza in merito all’inchiesta della Procura della Repubblica di Sciacca culminata con la citazione diretta in giudizio dei vertici di Girgenti acque, accusati di truffa aggravata per aver fatto pagare ad almeno 150 cittadini di Ferraro canoni di depurazione non dovuti.

“L’inchiesta – aggiungono Fabrizio Di Paola e gli assessori – avrà la sua fase processuale, in cui saranno gli organi giudicanti a vagliare le indagini e le carte prodotte e a deciderne l’esito”. Insomma: l’Amministrazione preferisce la linea del basso profilo in merito all’indagine giudiziaria illustrata ieri dal Procuratore capo Roberta Buzzolani e dal Pm Carlo Boranga.

Amministratori comunali che, però, tengono a precisare di avere avuto, nel rapporto con Girgenti acque, un ruolo chiaro, in difesa dei cittadini. “Il contenuto dell’indagine e i suoi risultati – si legge nel documento – dimostrano che il Comune di Sciacca ha svolto, in questo ma anche in altri settori, il proprio ruolo in modo corretto, nell’interesse esclusivo dei cittadini”.

Riguardo all’indagine, nel dettaglio, sindaco e assessori rivendicano il merito di avere pubblicato sul sito internet istituzionale del Comune di Sciacca, il 20 luglio del 2015, una mappa con, indicate, le zone servite e non servite dalle pubbliche fognature e dall’impianto di depurazione (mappa tuttora pubblicata sul sito) invitando tutti i cittadini a controllare la propria posizione e verificare la corretta applicazione del canone di depurazione.