L’oncologia di Sciacca potrebbe perdere uno dei due medici rimasti: l’ASP di Catania gli offre assunzione a tempo indeterminato

Dopo il caso culminato negli anni scorsi con il discusso addio a Sciacca di Franco Verderame, l’oncologia, unità operativa semplice (sic!) del Giovanni Paolo II di Sciacca, si accinge a perdere un altro medico. Il dottor Domenico Santangelo, infatti, che dal 2004 presta servizio con contratti a tempo determinato puntualmente rinnovati, tra un mese potrebbe prendere servizio all’Asp di Catania. A scorrimento di una graduatoria del 2011, come si evince dal sito internet dell’Azienda Sanitaria Provinciale catanese, il medico saccense è stato individuato come vincitore di concorso, e tra un mese potrebbe prendere servizio con un contratto a tempo indeterminato. Destinazione probabile: il “Gravina e Santo Pietro” di Caltagirone. Questo significherebbe il definitivo smantellamento dell’oncologia medica di Sciacca, che rimarrebbe (a meno che non si pensi di trovare una soluzione) con un solo medico, ossia la dottoressa Gabriella Bini. Il dottor Santangelo, dopo 13 anni, probabilmente, potrebbe avere acquisito il diritto ad un’assunzione definitiva anche a Sciacca. Ma è una nuova vertenza, quella dell’oncologia, che si inserisce nella crisi della sanità saccense, già in gravissime ambasce (dall’area di emergenza alla questione dell’ortopedia sollevata nelle scorse ore dal Tribunale dei diritti del malato). Si rinfoltisce, evidentemente, la lista di chiarimenti da pretendere dal commissario straordinario Gervasio Venuti, a cui stamattina il sindaco Francesca Valenti ha chiesto un incontro alla presenza della Commissione consiliare Sanità e del Comitato civico per la Sanità di Sciacca.