Parte in ritardo la campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di alcool a Carnevale, oggi il primo incontro in una scuola


Promuovere la cultura della salute a Sciacca costa caro evidentemente e mentre il Comune sceglie di investire sfiorando 400 mila euro per l’organizzazione del Carnevale, la campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di alcool e droghe proprio durante la kermesse carnascialesca da parte di fasce di ragazzi sempre più giovani, piaga e fenomeno dilagante nelle ultime edizioni della festa, si fa sulla base della precarietà e del risparmio.

Si, perché nessuna voce di spesa è stata prevista per un’efficace e capillare attività di prevenzione che possa veicolare il messaggio in maniera strutturale, soprattutto laddove i dati indicano che il fenomeno colpisce sempre più fette di popolazione giovanile, fasce anagrafiche che spesso a Carnevale consumano la loro prima “sbronza” come “rito di passaggio”.

Il via alla festa è stato dato soltanto la scorsa settimana con l’approvazione del bilancio, ma mentre i carristi già da novembre costruivano pupi in cartapesta, nessuno pensava di programmare una forte e accattivante campagna di sensibilizzazione.

E se non sono previsti i soldi da spendere per diffondere il concetto che bere fino a ridursi il viso dello stesso colore “dell’alticcio Peppe Nappa” che però, anche nella sua rappresentazione allegorica è un signore di una certa età, il compito di comunicazione agli studenti viene assolto dallo stesso assessore alla cultura e allo spettacolo, Salvatore Monte in persona, che si fa carico anche della sensibilizzazione degli alunni nelle scuole partendo soltanto oggi, qualcuno noterà il ritardo, dall’aula Magna del Liceo Classico “Tommaso Fazello” dove ha incontrato gli studenti accompagnato da un ispettore della polizia municipale e dal medico del Sert di Ribera, Paolo Falco, quest’ultimo invitato dallo stesso amministratore e che ha partecipato nell’ambito dell’attività istituzionale che il Servizio tossicodipendenze normalmente svolge. Operazione tutta a costo zero per le casse comunali. Gli incontri continueranno nei prossimi giorni, assicura l’assessore anche se al momento, non ha ancora definito un calendario. Incontrerà anche gli studenti del Liceo scientifico, quelli dell’alberghiero e quelli dell’Istituto d’arte “Bonachia”. Niente incontri nelle scuole medie, ma soltanto un giro veloce negli istituti superiori. Intanto, sabato sarà già Carnevale.

E della vecchia campagna “Io non mi faccio imbottigliare” che fino a qualche anno fa, veniva promossa con un dispendio di qualche risorsa e un’attività più organizzata, oggi non è rimasto più nulla, ci si ricorda soltanto lo slogan.  L’attività promozionale poi del messaggio contro l’abuso di alcolici, prima diffusa attraverso diversi canali e che oggi sempre con pochissimo impatto sui costi potrebbe viaggiare sul web, viene demandata soltanto a dei manifesti generici contro l’alcool utilizzati per le campagne ministeriali che verranno affissi per le strade della città e in qualche bar cittadino sperando che i ragazzi in giro tra canti e balli si ricordino di leggere sui muri.