Tempi di prescrizione cambiati: compagnia assicurativa non informò il cliente, condannata dal Tribunale di Sciacca

Nel 2005 un saccense stipulò una polizza assicurativa con la Posta Vita Spa. Deceduto nel 2008, solo quattro anni dopo la moglie e i due figli rivendicarono la riscossione del premio maturato dall’uomo. Ma la compagnia si oppose al risarcimento, sostenendo l’avvenuta prescrizione dei termini, fissati in un biennio. Insomma: quella del loro congiunto si era trasformata in una “polizza dormiente”, premio, dunque, versato al “Fondo per l’indennizzo dei risparmiatori vittime di frodi finanziarie”, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ne è scaturito un procedimento giudiziario, culminato nei giorni scorsi con un pronunciamento del Giudice monocratico del Tribunale di Sciacca Filippo Lo Presti, che ha dato ragione agli eredi, condannando la Posta Vita Spa a pagare loro una somma di poco superiore ai 20 mila euro, ossia l’ammontare del premio previsto dalla polizza.

Il Giudice ha significato che non solo la nota informativa allegata alla polizza rassicurava il contraente che Posta Vita Spa avrebbe applicato il diverso termine prescrizionale di dieci anni, ma che in ogni caso non era stato rispettato l’impegno assunto nel 2010 dalla stessa compagnia con l’Autorità Garante del Mercato in base al quale avrebbe dovuto comunicare ad personam gli effetti del nuovo obbligo stabilito dalla legge (ossia la riduzione dei termini prescrizionali da 10 a 2 anni), avvisando il contraente del fatto che, mutando il precedente impegno aziendale, alla scadenza della prescrizione biennale la polizza sarebbe stata senz’altro considerata come “dormiente” e quindi devoluta al Fondo.

I familiari dell’assicurato hanno dunque denunciato la violazione dell’obbligo di informazione previsto dal contratto a suo tempo stipulato. I tre eredi nel processo contro la compagnia assicurativa, sono stati assistiti dal legale della “Federconsumatori” di Sciacca, l’avvocato Luigi Licari con la consulenza esterna dell’avvocato Paolo Porretta del foro di Sciacca.