Sul licenziamento di Amato sarà il Giudice del Lavoro di Sciacca e non il Tar a pronunciarsi

Difetto di giurisdizione. Non deve essere il Tar, ma il giudice del Lavoro del Tribunale di Sciacca a pronunciarsi sul licenziamento di Accursio Amato, Lsu di 54 anni, depennato dl Comune dalle liste dei lavoratori socialmente utili. Amato è stato condannato, in primo grado e in appello, a 6 anni di reclusione, per tentato omicidio, nei confronti della moglie, ma al licenziamento da parte del Comune di Sciacca non ci sta perché avrebbe voluto tornare a lavorare. Ed i suoi avvocati, Mauro Tirnetta e Maria Elena Piazza,  hanno presentato ricorso al Tar. Il Comune di Sciacca aveva disposto, nel licenziamento, che avverso il provvedimento era possibile procedere, entro 70 giorni, con ricorso al Tar. Ma la competenza, secondo quanto stabilito dal Tribunale amministrativo regionale, è del giudice del Lavoro e la difesa di Amato riassumerà il giudizio entro 60 giorni. I legali, pur manifestando perplessità, hanno dovuto ricorrere al Tar proprio in vurtù di quanto riportato nel provvedimento del Comune. Amato, dopo un primo periodo in carcere, è sempre stato ai domiciliari ed i suoi avvocati hanno più volte chiesto l’autorizzazione, che non gli è mai stata concessa, per consentirgli di recarsi al lavoro. Intanto, per i lavoratori socialmente utili è arrivato  il contratto, per due anni, che lui non ha potuto firmare.  Per lui il licenziamento. Adesso sarà il giudice del Lavoro del Tribunale di Sciacca a pronunciarsi.