“Le Figaro”, celebre quotidiano di Parigi, dedica un articolo al Museo delle Mummie di Burgio

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Il più longevo dei quotidiani parigini, fra quelli ancora in pubblicazione, celebra la cripta, oggi Museo, del Convento dei Cappuccini di Burgio, in provincia di Agrigento, dove sono state ritrovate quarantanove mummie abbandonate al degrado, ma ad oggi perfettamente restaurate.

 Suggestiva e al tempo stesso intrigante. Così possiamo definire la visita al Museo delle Mummie presso il Convento dei Cappuccini di Burgio.  “Nella cripta di Burgio i morti sono perfettamente messi in scena” – ha evidenziato nell’articolo de “Le Figaro” la biologa, antropologa, archeologa e specialista di mummie siciliane, Luisa Maria Lo Gerfo, che conosce bene il luogo dove sono esposti i cadaveri mummificati. L’archeologa ha rilasciato un’interessante dichiarazione pubblicata nel quotidiano parigino. Secondo l’esperta Luisa Lo Gerfo, infatti, la pratica siciliana della mummificazione era legata “al desiderio di seppellire i morti vicino ai corpi del martiri e dei santi, nella chiesa o nei suoi paraggi, e si accordava con l’ideologia feudale secondo la quale un santo era un principe eletto di cui il mondo cristiano si considerava come un vassallo. Veniva seppellito sotto l’altare, a fianco del vescovo e poi venivano nell’ordine il principe e i suoi vassalli”.

Il Museo, in questione, è ubicato nella cripta del Convento dei Cappuccini di Burgio. L’edificio, edificato nel 1580, venne ricostruito tra il 1634 ed il 1647 e poi riscoperto solamente nel 1994 e sottoposto, fino al 2002, ad un delicatissimo restauro sia delle mura, sia delle quarantanove mummie ritrovate all’interno della cripta. Le mummie, appartenenti a religiosi e benefattori, sono conservate assieme ai corredi funebri, tessuti, corone di spine, coronane di grani per il rosario, cappelli, scarpe, calze ed altri piccoli oggetti, risalenti al XVIII, XlX e X secolo. Attraverso un finanziamento della Comunità Europea hanno ripreso forma una cinquantina di mummie prima abbandonate al degrado e alla distruzione. I lavori di restauro sono stati condotti dall’architetto Umberto di Cristina che ha sapientemente mantenuto intatto lo spirito originario dello stile francescano. I restauri hanno riguardato il monastero, la Chiesa dei Cappuccini, la cripta e le mummie e oggi l’intero convento è ritornato all’antico splendore restituendo ai corpi restaurati la dignità di una dimora. La cripta, oggi Museo delle Mummie, dunque, si trova sulla sinistra dell’unica navata della chiesa dei Cappuccini, ubicata ai piedi del paese di Burgio, accanto al cimitero monumentale anch’esso ristrutturato di recente.
Il convento, la cripta e le mummie sono state sottoposte ad un delicatissimo restauro e il Museo, che ricorda le Catacombe dei Cappuccini di Palermo, ospita oggi esemplari vissuti in uno spazio di tempo che va dal Settecento ai primi anni del Novecento.