Lotta alla mafia. A Santa Margherita di Belice l’Albero della Legalità che non fu possibile piantare a Lucca Sicula

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È avvenuta ieri a Santa Margherita di Belice la piantumazione dell’albero della Legalità che la Pro Loco di Lucca Sicula avrebbe voluto collocare lo scorso 17 dicembre, in occasione dei venticinque anni dall’omicidio di Giuseppe Borsellino, l’imprenditore lucchese ucciso mentre cercava di scoprire la verità su un altro assassinio, quello del figlio Paolo, avvenuto qualche tempo prima. Entrambi, poi, sarebbero stati riconosciuti “vittime di mafia”. Una vicenda da cui era scaturita una accesa contrapposizione tra gli organizzatori e l’amministrazione comunale. Il sindaco di Lucca Sicula Giuseppe Puccio, infatti, non accolse la richiesta di piantare l’albero, eccependo la necessità di rispettare specifici tempi burocratici. I ragazzi della Pro Loco, allora, tra i quali c’è anche il giovane artista Salvatore Giarratano, colui che ha realizzato il busto di Pio La Torre inaugurato lo scorso anno all’Università di Palermo, hanno deciso di chiedere di potere realizzare il loro gesto simbolico contro la mafia e in memoria di Giuseppe e Paolo Borsellino a Santa Margherita.

Il sindaco Franco Valenti ha accolto la loro richiesta. Santa Margherita di Belice è il paese dove da anni risiede Antonella Borsellino, figlia di Giuseppe e sorella di Paolo, tra le animatrici più ferventi dell’associazione “Libera” di don Luigi Ciotti. Alla manifestazione di ieri c’era anche Ignazio Cutrò, responsabile dell’associazione dei “Testimoni di giustizia”.