La piantagione di droga sequestrata a Ribera, domani l’interrogatorio di Calogero e Antonina Sarullo

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Per tenere una piantagione di marijana lontana da occhi indiscreti Calogero Sarullo, di 59 anni, e la moglie, Antonina Sarullo, di 48, entrambi riberesi, avevano collocato anche le telecamere.

C’era anche un impianto di ventilazione e un adeguato sistema di illuminazione per salvaguardare circa una tonnellata di droga. A tutto questo hanno posto fine i carabinieri della compagnia di Sciacca e della tenenza di Ribera che li hanno arrestati. Calogero Sarullo è finito in carcere e la moglie ai domiciliari. Saranno interrogati domani dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sciacca che dovrà decidere in merito alla convalida e alla misura cautelare.

I due sono difesi dall’avvocato Giovanni Forte. L’intervento dei militari è stato effettuato in contrada Scirinda, nelle campagne di Ribera, tra alberi d’ulivo e fichi d’india. Una brillante operazione scaturita da un intenso pattugliamento e sorvolo dall’alto, effettuato con un elicottero dell’Arma. I carabinieri avevano individuato una “strana” distesa di alte “piante verdi”. Ed il sospetto si è subito rivelato fondato. Alle prime luci dell’alba, una trentina di militari hanno fatto irruzione nel vasto appezzamento di terreno, in un vallone tra rocce e fitta vegetazione, scovando la maxi serra di “Marijuana” e sorprendendo sul posto i Sarullo. Sequestrate oltre 150 piante di“Canapa indiana”, alte quasi tre metri, quasi tutte già fiorite e pronte per il cospicuo raccolto.

Poco distante, i militari hanno scoperto anche un’altra serra, dedicata all’essicazione delle piante, trovando 40 chili di “Marijuana” già pronti per essere essiccati. Le piante di “Marijuana” sequestrate, alte quasi tre metri, hanno un peso complessivo stimato di circa una Tonnellata. Alcune centinaia di migliaia di euro, il valore stimato di vendita, al dettaglio, della sostanza stupefacente recuperata, che verrà distrutta nei prossimi giorni.