Cena alla Mensa della solidarieta’, menu’ a sorpresa con la creativita’ culinaria dei volontari

Nella Giornata mondiale dei diritti umani, la celebrazione sovranazionale che si tiene in tutto il mondo il 10 dicembre di tutti gli anni, la data è stata scelta per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 1948, inauguriamo una nuova rubrica di Risoluto.it che sarà curata dalla collaboratrice Irene Leonardi. L’esigenza di una sezione dedicata ai temi sociali nasce dall’opportunità di poter raccontare quelle mille piccole storie che talvolta sfuggono alla cronaca quotidiana, l’approfondimento su quelle realtà che gravitano attorno ad enti e strutture di solidarietà e cooperazione che operano nel nostro territorio. L’approfondimento legato al mondo del sociale che di volta in volta ospiteremo nelle spazio di Risoluto. In questo primo appuntamento, Irene Leonardi ci conduce all’interno della Mensa della Solidarietà di Sciacca, istituita qualche anno fa per volontà di padre Pasqualino Barone per fornire aiuto ai tanti fedeli e non solo che negli anni della crisi hanno iniziato ad avere difficoltà anche soltanto nel mettere insieme il pranzo con la cena.

 

Fusilli al sugo e verdure al forno. È questo il menù per le 25 persone che anche stasera ceneranno alla Mensa della Solidarietà di Santa Caterina. In cucina sono 4 i volontari che, nei loro grembiuli bordeaux e le cuffiette in testa, si muovono con disinvoltura. Trenta, in tutto, quelli che fanno i turni per garantire alle persone povere un pasto caldo ogni giorno. Un gruppo di volontari diverso ogni sera, dal lunedì al sabato e la domenica a pranzo.

Stasera ai fornelli c’è Anna Maria che dopo 30 anni passati in Germania, è tornata a Sciacca e, con il marito, da un anno dedica un pomeriggio a settimana al volontariato in mensa. “Aiutiamo chi sta peggio di noi – racconta – nulla di speciale, si fa quel che si può”. Così apre il frigo e valuta le possibilità. “Ogni serà il menù è una sorpresa – spiega – non sappiamo mai cosa troviamo”. Stasera pasta con il sugo “fatto da noi – sottolinea Anna Maria – perchè quest’anno ci hanno regalato molto pomodoro e alcuni volontari hanno deciso di fare la salsa da conservare”. Stasera se ne apriranno 4 barattoli per 4,500 Kg di pasta. Poi melanzane, zucchine, patate e cipolle in forno. “Per il menù ci affidiamo alla Provvidenza – spiegano – stasera siamo fortunati perchè ci sono gli yogurt ma niente frutta”. Non trascorrono neanche 30 minuti che alla porta si presenta un giovane con una cassetta di loti in mano. Sul ciglio della porta qualcuno oggi ha anche lasciato 15 litri d’olio nuovo che vengono conservati in magazzino insieme a pasta, sale, salsa, zucchero e conserve varie. Tutto frutto di donazioni spontanee. Così come i grembiuli e la cucina d’acciaio stessa. Manca solo di arredare lo spazio spogliatoio dei volontari con degli armadietti.

La catena di montaggio tra i volontari inizia già dalle 16: uno lava, uno sbuccia, l’altro taglia: ci si siederà a tavola per le 18.30. Già alle 17 però arrivano i primi, prendono posto nell’atrio e, nell’attesa che la sala venga aperta, ne approfittano per scambiare due chiacchiere. Altri rimangono in disparte assorti nei loro pensieri. Alla porta si avvicina anche chi ha bisogno di potare il cibo alle famiglie rimaste a casa. Bussano muniti di una sacca con due contenitori portapranzo: uno verrà riempito con il primo, l’altro con il secondo. Qualcun’altro invece, arriva proprio pochi minuti prima, giusto in tempo per la preghiera e poi mangiare. “Ogni tanto arriva qualche viso nuovo – spiega Mimmo Corona, responsabile della mensa nata nel 2011 per volontà del gruppo “Giovani innamorati dell’Eucarestia” con lo scopo di fare qualcosa di concreto per aiutare il prossimo – capita anche che qualcuno non torna perchè ha trovato lavoro”. Nella sala da pranzo sono tutti saccensi, compresi dei bambini. Sono solo un paio gli stranieri che neanche vanno tutte le sere. Tra loro, di tanto in tanto, anche qualche anziano vedovo che ha solo bisogna di un po’ di compagnia e in cambio magari porta un po’ di cibo.

La cena inizia intorno le 18.30, gli ospiti sono ordinati e con i vassoi si avvicinano al banco dove i volontari stessi servono la cena. Un piatto di pasta, un piatto di verdure, due fette di pane, uno yogurt e un loto a testa. Dopo aver servito tutti, se rimane cibo, si potrà anche fare il bis. La maggior parte cena velocemente e alle 18.45 già i primi iniziano a sparecchiare il loro posto e lasciare i vassoi sul bancone. In cucina si iniziano a lavare tutte le stoviglie, dalle grandi pentole ai piatti e le posate che vengono asciugati e riposti ordinatamente. Ora resta solo da lavare il pavimento e lasciare la cucina pulita. Domani sarà un altro giorno.

Irene Leonardi