Capodicasa e Massimo Raso scissionisti illustri. Restano col Pd Iacono, Moscatt e Panepinto

Lo scissionista più illustre della provincia di Agrigento è, sicuramente, Angelo Capodicasa. L’ex presidente della Regione avrebbe già deciso, infatti, di seguire la cordata Bersani-Speranza-Rossi e, dunque, di lasciare il Partito Democratico approdando, così, nel nuovo soggetto politico denominato “Articolo 1 – Democratici e Progressisti”. Una scelta, quella di Capodicasa, che era nell’aria. Resteranno nel Pd, invece, gli altri due parlamentari agrigentini, ossia Maria Iacono e Tonino Moscatt. Un autentico “strappo” quello dell’ex sindaco di Caltabellotta, che di Angelo Capodicasa è stata allieva politica. Resta nel Partito Democratico anche Giovanni Panepinto, parlamentare regionale, anche se probabilmente alle Primarie si schiererà con Orlando o con Emiliano. Ma tra i militanti più importanti del Pd pronti a schierarsi con il progetto di Dp, c’è anche il segretario provinciale della Cgil Massimo Raso, che proprio dal suo osservatorio privilegiato ha sempre contestato l’impostazione renziana sui temi del lavoro, schierandosi in prima linea contro il jobs act, per il quale com’è noto il più grande sindacato italiano ha indetto un referendum per la sua abolizione. Anche il segretario della Camera del Lavoro non nasconde i suoi malumori nei confronti di Matteo Renzi. C’è molta curiosità per le scelte dell’ex senatore Siso Montalbano. Pare scontato il suo rinnovato appoggio alla linea di Massimo D’Alema, tornato alla ribalta per la sua contrapposizione con l’ex premier, anche se da anni Montalbano ha deciso di allontanarsi dalla politica attiva preferendo l’attività di imprenditore turistico.