Conclusa la battaglia degli ex parlamentari regionali per un cavillo burocratico. L’ultimo di loro rinunzia al ricorso al TAR

Già all’indomani delle elezioni regionali erano cominciate a circolare le indiscrezioni in ordine al tentativo, da parte di un gruppo di ex deputati esclusi, di fare un ricorso per un cavillo burocratico. Sullo sfondo: una omessa dichiarazione di accettazione della candidatura prevista dalla Legge Severino. Ricorso presentato. Ma ora il caso sembra definitivamente chiuso. L’ex parlamentare Giuseppe Apprendi, infatti, si era rivolto al TAR Sicilia per l’annullamento dei verbali delle operazioni elettorali concernenti le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana e “per il riconoscimento del diritto del ricorrente ad essere dichiarato eletto alla carica di deputato all’Assemblea regionale Siciliana”. L’Avvocato Francesco Leone, difensore del ricorrente, ha sostenuto che numerosi deputati neo eletti  avrebbero dovuto essere esclusi dalla competizione elettorale a causa dell’asserita omessa dichiarazione di accettazione della candidatura prescritta dall’articolo 9 del Decreto legislativo n.235/2012. Si sono costituiti in giudizio, tra gli altri , anche il deputato regionale Michele Catanzaro, rappresentato e difeso dagli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Calogero Ubaldo Marino, nonchè gli onorevoli Margherita La Rocca Ruvolo e Baldassare Gucciardi, rappresentati e difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, eccependo l’inammissibilità del ricorso, anche per la sua infondatezza, alla luce del più recente orientamento del Consiglio di Stato, secondo cui le dichiarazioni dei candidati, pur non contenenti il richiamo alla “Severino”, non si possono considerare inesistenti, ed ai candidati avrebbe comunque dovuto essere riconosciuta la possibilità di integrare la documentazione. In vista dell’udienza di merito l’ex deputato regionale Giuseppe Apprendi ha notificato un atto di rinunzia al ricorso,  alla luce anche della recente sentenza di rigetto resa dal TAR Sicilia su ricorso proposto dall’ex deputato regionale Marco Forzese, laddove il TAR ha ritenuto infondate le analoghe censure avanzate al fine di invalidare le elezioni regionali.