Mizzica vs Paolo Mandracchia: ogni giorno un round. Ma è solo polemica politica o si tratta di un regolamento di conti?

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Il gruppo politico di Mizzica non perde occasione, traendo spunto dalla trattazione di alcuni dei temi affrontati nella propria azione politica, di attaccare duramente Paolo Mandracchia. Sia sui rifiuti, sia sul randagismo, le critiche all’amministrazione vengono specificamente personalizzate nei confronti della persona dell’assessore. Addirittura, durante l’ultima puntata di Vesper, a nome del gruppo, Agnese Sinagra (pur essendo la sindaca seduta a pochi metri da lei) ha criticato più volte il presunto immobilismo dell’assessore, stigmatizzando il fatto che la petizione di Mizzica in favore di una maggiore educazione della popolazione sul tema dei cani randagi, è stata firmata dal sindaco ma non da Mandracchia. Come se la firma del sindaco non fosse sufficiente a dichiarare l’adesione dell’amministrazione tutta. È delle scorse ore il nuovo attacco (video su Facebook) di Fabio Termine nei confronti dell’assessore rispetto ai ritardi riguardanti le campagne di informazione e la spinta sulla raccolta differenziata.

Ora, nulla togliendo alla valenza degli approfondimenti minuziosi operati da Mizzica, e ammettendo che le critiche formulate si basano su fatti oggettivi, vogliamo comunque essere lo stesso un po’ maliziosi. Sì, perché ormai appare di tutta evidenza che ci sia una specie di conto in sospeso ancora da regolare tra Mizzica e Paolo Mandracchia, con risvolti politici ben più larghi di quanto la contingenza dei temi affrontati possa indicare. E pensare che quando, lo scorso anno, quelli di Mizzica aprirono la campagna elettorale distinguendo Mandracchia dal resto della ciurma di minoranza, arrivando a definirlo “l’unico vero consigliere comunale di opposizione alla giunta Di Paola”. Fu, paradossalmente, l’inizio della fine di un amore.

Le parti, infatti, non raggiunsero l’intesa politica che avrebbe potuto rivelarsi utile per le successive elezioni amministrative, malgrado, eppure, tutti avessero pensato che non ci sarebbe stato scenario alternativo. Al contrario: Mandracchia e Leonte voltarono le spalle a Mizzica, aderendo al progetto di centrosinistra, appoggiando Francesca Valenti, probabilmente aiutandola a vincere le elezioni, sulla base di un calcolo sulle possibilità di affermazione finale.

È ipotizzabile che Mizzica non abbia ancora metabolizzato quello sgarbo? Che voglia marcare sempre più le proprie distanze ideali e politiche nei confronti dell’assessore? Oppure è, quello in corso, un vero e proprio regolamento di conti? Questi interrogativi nulla tolgono al valore delle critiche di Mizzica. Ma, quella di Termine e soci nei confronti di Mandracchia, sembra quasi ormai una sorta di fissazione. Certo, d’altro canto non va trascurato il fatto che è anche vero che l’assessore fatica un po’ troppo a tollerare le critiche, a dimostrazione che fare il consigliere di minoranza presuppone, senz’altro, minori responsabilità di quelle di chi è chiamato a governare.