Musumeci come Babbo Natale per Catanzaro: l’onorevole scrive la lettera di Natale pro Terme di Sciacca

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Catanzaro, l’onorevole regionale saccense del Partito Democratico, ha scritto oggi una missiva indirizzata al governatore regionale per chiedere un suo intervento sulla questione terme di Sciacca. La lunga stucchevole serie epistolare con oggetto proprio il complesso termale sembrava essersi interrotta da un certo periodo di tempo. 

In realtà, l’invio delle missive per il sollecito degli organi regionali, aveva caratterizzato tutta quella fase che avrebbe dovuto scongiurare la tragica fase della chiusura del complesso termale. Avrebbe dovuto, appunto, perché le diverse lettere dai mittenti e dai destinatari più disparati, alla fine, non hanno impedito che il carrozzone termale, Terme di Sciacca S.p.a. fosse di fatto, chiuso così come la volontà politica e amministrativa aveva già sentenziato.

“Caro Presidente, -scrive oggi Catanzaro col consueto incipit epistolare nella lettera inviata al governatore e recapitata a tutti gli organi di stampa –  è passato un anno dal Suo insediamento alla Presidenza della Regione. Ricordo molto bene le parole spese, proprio in occasione della Sua vittoria, nei riguardi delle terme di Sciacca ma,purtroppo, nulla è cambiato per la città che continua ad assistere al triste spettacolo del complesso termale chiuso”.
“Visto che il Natale si avvicina e arriva un tempo in cui tutto sembra possibile – aggiunge Catanzaro –  e ci si sente più buoni, vorrei raccontarle una storia fatta di sogni e speranze.
La storia comincia oltre 3000 anni fa, quando Dedalo, famoso per aver costruito il più
famoso dei labirinti a Creta, fuggì dalla sua terra e giunse in Sicilia. Toccó Sciacca, un luogo
meraviglioso nel quale, tra vegetazione e mare azzurro, sgorgava dalla terra un’acqua bollente e dalle tante proprietà benefiche. È così che iniziò la storia delle terme saccensi, rinomate in tutta la Sicilia e amate dalla comunità. E poi, lentamente i secoli passarono e con loro re, barbari normanni, tiranni, baronesse e santi fino ad arrivare a Lei, caro Presidente.Tra poco è di nuovo Natale.  Un altro Natale che la gente di Sciacca è costretta a passare priva di una forte identità. I proclami politici che negli ultimi anni si sono succeduti e le promesse elettorali che sono sempre rimaste disattese hanno esasperato la comunità marinara. Sciacca e l’intero settore meridionale della Sicilia infatti, da tempo immemore riconosce nelle terme un importante segno di appartenenza oltre che, si rammenti, un serio sbocco occupazionale di rilancio turistico. Ma da Dedalo all’assessore Armao che fa il punto e cerca strategie per la riapertura del complesso, in qualche modo è un attimo”.

L’onorevole Michele Catanzaro tra le citazioni natalizie, storiche e politiche inserite nella lettera però dimentica anche l’assessore all’economia Alessandro Baccei che alla vigilia della sua elezione all’Ars, è venuto fino a Sciacca per la consegna dell’atto di consistenza dei beni termali al Comune.

Ma Catanzaro oggi si rivolge al presidente in una sorta di invocazione mistica: ” Ora tocca a Lei, però, presidente. Raccolga l’eredità di San Calogero – continua –  che cacció via i pagani dalla piana agrigentina e ridiede luce alle Terme. Faccia così anche Lei. Superi difficoltà, burocrazie  e incompetenza di chi l’ha preceduta e liberi la comunità di Sciacca da questa stagnazione.
La riapertura delle terme è un volano imprescindibile per il rilancio turistico di Sciacca e
dell’intera zona. Spero che si impegni fattivamente per far giungere a questa comunità questo dono natalizio; le sarà grato l’intero territorio. Presidente, se la sua intenzione è quella di voler dare nuova vita alle Terme, potrà contare su di me. L’uomo del luogo che conosce piaghe e ricchezze; sa di poter contare su di me, giorno e notte, instancabilmente, con l’abnegazione  di chi conosce la propria terra e tutto quello che merita.
Sono certo che queste parole non resteranno inascoltate. Lo dobbiamo alla bellezza della
Sicilia e alla sua gente”.