Verso le elezioni: Mizzica in fermento, Grillini prudenti, Pd dice no alle Larghe intese con l’Ncd

In attesa di conoscere la data delle prossime elezioni amministrative (7 maggio o 4 giugno) continuano a Sciacca gli interrogativi sulle prossime candidature. È possibile dire, al momento, che l’unico raggruppamento che appare in fermento è l’associazione “Mizzica”, che domani mattina al cinema Campidoglio presenterà l’iniziativa dal titolo “Futuro Presente, la Sciacca del domani è oggi”. Un’assemblea alla quale sarà presente anche l’ex segretario generale del Comune di Sciacca Carmelo Burgio, il quale, sulla base delle indiscrezioni delle ultime ore, parlerà per annunciare che non si candiderà a sindaco. Confermerà, evidentemente, di voler continuare a far parte di quella che ha definito “panchina lunga” di questo gruppo, che si candida alla guida della città con i “paletti” di cui si parla da tempo: uno schieramento civico, senza simboli di partiti. Le forze politiche del Centrosinistra, a partire dal Partito Democratico, guardano a questi ragazzi con attenzione ma, al tempo stesso, non intendono piegarsi alle loro condizioni. E, non è più un mistero per nessuno, hanno considerato quello di “Mizzica” un voltafaccia gli stessi Fabio Leonte e Paolo Mandracchia, che forse avevano preteso di essere i padri putativi di quel progetto. Il segretario del Pd Michele Catanzaro vorrebbe trovare una soluzione che, strategicamente, permetta alla coalizione di essere competitiva, senza però snaturare il proprio percorso.

Come abbiamo più volte evidenziato su Risoluto.it, tutti aspettano le decisioni del Movimento Cinquestelle. Eppure è fin troppo chiaro, ovviamente, che se ancora i grillini continuano a temporeggiare sulla scelta del proprio candidato a sindaco, è perché hanno anche la necessità di trovare una sintesi tra due fazioni interne. Matteo Mangiacavallo vorrebbe che la decisione scaturisse da un accordo che, però, al momento appare ancora lontano. Gli ortodossi del gruppo nutrono infatti molte perplessità, anche se non ci sono dubbi sul fatto che daranno il proprio contributo alla formazione della lista.

Nel Centrodestra, infine, non si attende più che Fabrizio Di Paola sciolga la sua riserva sulla ricandidatura. Il senatore Giuseppe Marinello ha autorizzato i suoi luogotenenti a lavorare sulla prospettiva futura. Calogero Bono sembra stia già scaldando i motori. Anche se non è un mistero che a Roma, l’Ncd abbia chiesto al Pd di costituire un’alleanza anche a livello locale, nel solco dei governi nazionale e regionale, ritenendo che questa possa essere l’unica strada per arginare l’ondata grillina. Ipotesi però già bocciata dai democratici, che non a caso sono diretti da Michele Catanzaro, che con il suo raggruppamento “Cantiere popolare” voltò le spalle sin da subito a Fabrizio Di Paola.

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