Libertà, strade e Cocciu d’amuri: Lello Analfino la star del cerimoniale del sisma del Belice

Lello Analfino, l’artista agrigentino, chiamato oggi a Partanna a rappresentare le note di Sicilia davanti al Presidente, ha esordito con un non scontato richiamo al valore della libertà. “Ringrazio – ha detto il cantante –  per essere qui e di poterlo fare in piena libertà. E’ bello sapere che posso salire su questo palco e che nessuno mi ha chiesto prima quello che avrei voluto dire, così come è bello sapere che nessuno di voi ha avuto nulla da ridire su come mi sono vestito per venire qui”.

Poi si è subito rivolto a Mattarella, in prima fila davanti a lui: “Caro Presidente – ha detto – io viaggio tanto per l’isola, lo faccio per raggiungere i posti dove faccio i miei concerti e mi piace raggiungerli in moto, lo faccio per assaporare meglio il profumo di questa terra piena di bellezza. Non abbiamo bisogno di grandi cose, signor Presidente, ci servono semplici  strade”.

Infine, accompagnato dai suoi musicisti, il leader dei Tinturia ha dedicato alla Sicilia e ai siciliani, la bellissima serenata “Cocciu d’amuri”.  Analfino tra gli applausi della sala, si è congedato rompendo il rigido cerimoniale per avvicinarsi al Presidente per una calorosissima stretta di mano.