Pietrangelo Buttafuoco: “Votare non salverà i siciliani, ma mi auguro di essere contraddetto”

Proprio a Sciacca aveva iniziato appena qualche mese fa, quando ancora l’estate era alle porte e il cinque novembre appariva lontanissimo, ad abbozzare le prime righe di “Strabuttanissima Sicilia”, ma stasera la presentazione dell’ultimo libro del giornalista Pietrangelo Buttafuoco, il sequel del primo pamphlet “Buttanissima”, atto secondo, a Sciacca, al complesso della Badia Grande, ha il sapore quasi di un messaggio apocalittico mentre la campagna elettorale entra nel vivo e le urne si arroventano in attesa dei siciliani in fila per votare.

Il racconto di Buttafuoco, ha la forza del reale, porta con sé la descrizione beffarda e amara di quel sistema che cataloga in “Palazzi, Pupi e Pupari” che si alimenta nella metafora di “bastardoni” e  della “casta” che in salsa sicula, diventa rigorosamente “con le sarde”.

Non c’è possibilità di salvezza nelle elezioni per la Sicilia e dopo Crocetta, come anche dichiara nel sottotitolo, può venire soltanto un’altra rovina. Tranne se, questa la via indicata da Buttafuoco, non si seguisse il modello “due diligence” con un commissariamento immediato.

Eppure in mezzo a tanto realismo, alla fotografia di una classe politica allo sfascio, pronta a “mettere tra parentesi la vita dei cittadini mentre l’algebra del potere si riformula con il bilancino del gioco elettorale a beneficio del Renzi che verrà o dell’Alfano che sarà”, c’è nella forza delle parole di Buttafuoco la poesia di vallate di mandorli in fiore e il sapore dimenticato di gustose azzeruole addentate che dinnanzi a cotanto irredimibile futuro mettono in moto la rabbia dello scrittore feroce che non si rassegna a lottare.

(Risoluto.it ha ripreso la presentazione di questa sera che è possibile vedere in integrale sulla pagina Facebook di Risoluto.it)