Pensione anticipata, arriva il riscatto di 24 mesi per stage e tirocini: ecco la proposta della Manovra 2026
Una delle misure più attese dai giovani lavoratori potrebbe presto diventare realtà. Tra gli emendamenti prioritari alla Manovra 2026 spunta una novità di forte impatto: la possibilità di riscattare fino a 24 mesi di stage o tirocini extracurricolari, anche non continuativi, rendendoli validi ai fini pensionistici.
Una misura che si aggiungerebbe ai già noti riscatti di laurea fino a cinque anni.
L’obiettivo è chiaro: recuperare periodi privi di contribuzione, colmare i “buchi” previdenziali e aiutare le nuove generazioni ad avvicinarsi prima al traguardo della pensione, spesso ostacolato da carriere discontinue e retribuzioni iniziali molto basse.
Come funzionerebbe il riscatto degli stage
La proposta, sostenuta da Fratelli d’Italia, ricalca il meccanismo già esistente per il riscatto degli anni di studio universitari. In pratica, chi ha svolto stage extracurricolari non coperti da contributi potrebbe trasformare quei periodi in anzianità utile per la pensione, attraverso un versamento volontario.
Requisiti per accedere al riscatto
Potranno aderire solo i lavoratori interamente nel sistema contributivo, cioè coloro che:
- non hanno contributi versati prima del 1° gennaio 1996,
- risultano iscritti a una gestione previdenziale obbligatoria (AGO, gestioni speciali, gestione separata, etc.),
- hanno iniziato un lavoro subordinato o autonomo entro sei mesi dalla fine dello stage.
Un elemento importante: se successivamente il lavoratore acquisisse contributi precedenti al 1996, il riscatto verrebbe annullato d’ufficio, con restituzione degli importi versati.
Quanto costa il riscatto? Le regole previste
Come avviene per il riscatto della laurea, l’onere verrebbe calcolato secondo i criteri del decreto legislativo 184/1997.
Il pagamento potrebbe avvenire:
- in unica soluzione,
- oppure in 120 rate mensili senza interessi, rendendo la misura più accessibile ai giovani.
Un altro elemento molto interessante riguarda il ruolo delle aziende.
Il datore di lavoro, infatti, potrebbe destinare premi di produzione al pagamento del riscatto. Il vantaggio è duplice:
- l’impresa avrebbe una deduzione fiscale,
- il giovane dipendente otterrebbe il riscatto senza anticipare denaro proprio.
Fino a 7 anni di anticipo sulla pensione
Secondo le prime simulazioni, combinare:
- 24 mesi di stage,
- 5 anni di laurea,
potrebbe consentire un anticipo sulla pensione fino a 7 anni rispetto ai tempi ordinari.
Un beneficio particolarmente rilevante in un sistema pensionistico che si basa sempre più sui contributi effettivamente versati e sul principio dell’età mobile.
Perché questa misura è così importante
Il provvedimento risponde a una realtà ormai diffusa: tantissimi giovani iniziano la loro carriera con stage non retribuiti o con compensi minimi, senza alcuna copertura previdenziale.
Periodi che spesso si protraggono per anni, rallentando in modo significativo il percorso pensionistico.
Il riscatto di stage e tirocini:
- riconosce valore formativo e lavorativo a questi periodi,
- evita che interi anni vadano perduti ai fini previdenziali,
- rafforza la posizione dei giovani nel sistema Inps,
- rappresenta un passo avanti in termini di equità generazionale.
La misura entrerà davvero in vigore?
L’emendamento è stato segnalato come prioritario, ma per essere inserito nella Legge di Bilancio serviranno coperture economiche adeguate.
Se approvato, costituirebbe una delle novità più rilevanti della Manovra 2026 per i giovani e per il loro futuro previdenziale.



