Buone notizie per lavoratori e famiglie: dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuove e più ampie tutele per i genitori che devono assistere un figlio malato.
La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) rafforza infatti i congedi per malattia del figlio, estendendo l’età massima del minore, raddoppiando i giorni disponibili e semplificando le procedure burocratiche.
Un intervento che punta a migliorare l’equilibrio tra vita lavorativa e familiare, tema sempre più centrale nel diritto del lavoro italiano.
Congedi per malattia del figlio: cosa cambia dal 2026
Con il comma 220 della Manovra 2026, il legislatore modifica il Testo Unico su maternità e paternità (d.lgs. 151/2001), ampliando in modo significativo i diritti dei genitori.
Età del figlio estesa fino a 14 anni
La principale novità riguarda il limite anagrafico:
- prima: permessi riconosciuti fino agli 8 anni del bambino;
- ora: diritto esteso fino ai 14 anni compiuti.
Dieci giorni annui di permesso
Per i figli di età compresa tra 3 e 14 anni, ogni genitore può ora usufruire di:
- 10 giorni lavorativi all’anno di permesso per malattia del figlio
(in precedenza erano solo 5).
Per i bambini sotto i 3 anni, resta invariato il regime più favorevole:
- assenza dal lavoro per tutta la durata della malattia, senza limiti di giorni.
Come funzionano i nuovi permessi: regole e limiti
I 10 giorni annui sono regolati da alcuni principi chiave:
- Alternatività tra i genitori: entrambi hanno diritto al permesso, ma non possono assentarsi contemporaneamente per lo stesso figlio e lo stesso evento di malattia.
- Diritto personale e non cedibile: un genitore non può trasferire i propri giorni all’altro.
- Permessi non retribuiti, ma validi ai fini dell’anzianità di servizio.
In altre parole, anche se l’assenza non comporta retribuzione, non penalizza la carriera del lavoratore.
Procedure più semplici: meno burocrazia per i genitori
La riforma introduce anche una significativa semplificazione amministrativa.
- Il certificato medico viene trasmesso telematicamente all’INPS.
- L’INPS provvede automaticamente a informare il datore di lavoro.
- Al lavoratore è richiesta solo una dichiarazione sostitutiva che attesti che l’altro genitore non stia usufruendo dello stesso permesso.
Stop alle visite fiscali
Un punto fondamentale:
i permessi per malattia del figlio non sono soggetti a visite fiscali né a fasce di reperibilità.
Il legislatore riconosce che l’assistenza al minore può comportare spostamenti per cure e visite, incompatibili con i controlli domiciliari.
Ferie sospese in caso di ricovero del figlio
La Legge di Bilancio 2026 ribadisce un principio di tutela del riposo del lavoratore:
- se il figlio viene ricoverato in ospedale, il genitore può interrompere le ferie in corso;
- l’assenza viene convertita in congedo per malattia del figlio.
In questo modo, le ferie restano un vero strumento di recupero psico-fisico e non vengono “consumate” durante situazioni di forte stress familiare.
Un diritto soggettivo, anche nella PA e nella scuola
Soprattutto nel settore pubblico, è bene chiarirlo:
la fruizione dei permessi non è discrezionale.
Una volta verificati:
- l’età del figlio;
- la regolarità della certificazione medica;
il datore di lavoro è obbligato a concedere il permesso, trattandosi di un diritto soggettivo del lavoratore a tutela del superiore interesse del minore e della stabilità familiare.
In sintesi
La Manovra 2026 segna un passo deciso verso una maggiore protezione delle famiglie, riconoscendo che la cura dei figli è parte integrante della vita lavorativa.
Più giorni, più tutele e meno burocrazia: un cambiamento che molti lavoratori aspettavano da tempo.



