La giunta regionale siciliana ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale a seguito della violenta ondata di maltempo che ha colpito l’Isola nei giorni 19, 20 e 21 gennaio, causata dal ciclone Harry. La decisione è stata assunta questa mattina nel corso di una riunione straordinaria a Palazzo d’Orléans, su proposta del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
Contestualmente, è stata approvata anche la richiesta al Governo nazionale per il riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale.
Sul fronte economico, l’esecutivo regionale ha disposto un primo stanziamento di 50 milioni di euro di risorse regionali immediatamente spendibili per far fronte alle situazioni più gravi nei territori colpiti.
È stato inoltre deliberato un disegno di legge finanziario che, una volta approvato dall’Assemblea regionale siciliana, permetterà di accedere a ulteriori 20 milioni di euro di fondi globali, portando a 70 milioni il pacchetto complessivo destinato alle urgenze.
«Stiamo affrontando le conseguenze di un evento senza precedenti, il più violento che abbia colpito la Sicilia negli ultimi anni – ha dichiarato Schifani incontrando i giornalisti –. Sono molto preoccupato, in quanto siciliano, ma faremo tutto il possibile per superare l’emergenza nel più breve tempo possibile. Vigilerò personalmente su ogni attività, in particolare sulla rapidità con cui saranno liquidate le risorse». Il presidente ha inoltre sottolineato l’efficacia del sistema di Protezione civile, che ha consentito di evitare vittime nonostante la gravità dell’evento. «Le Istituzioni continueranno a far sentire la loro vicinanza ai cittadini – ha aggiunto – e già da domani inizierò i sopralluoghi nelle aree più colpite».
Collegato da Catania, il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, nominato commissario straordinario per l’emergenza, ha fornito i primi dati sulla stima dei danni: una valutazione provvisoria che ammonta a 741 milioni di euro.
Le province maggiormente colpite risultano essere Catania, con danni stimati in 244 milioni di euro, Messina con 202,5 milioni e Siracusa con 159,8 milioni di euro.
Restano al momento esclusi dal computo i danni subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico-balneari a causa delle sospensioni, così come quelli al comparto agricolo, che saranno quantificati dall’assessorato regionale competente.
È stata inoltre richiesta una ricognizione delle infrastrutture portuali siciliane.
«La preparazione preventiva all’emergenza – ha spiegato Cocina – ha consentito di richiamare tutti i soggetti coinvolti alle proprie responsabilità. Lo scenario era severo, con forti venti e mareggiate oltre alle piogge, ma il sistema di Protezione civile ha retto bene, grazie anche alle numerose ordinanze sindacali emesse».
Guardando alla fase successiva, Schifani ha ribadito l’impegno della Regione per la ricostruzione: «Una legge quadro nazionale del 2025 consente il riconoscimento dello stato di ricostruzione di rilievo nazionale. Con una governance centralizzata e la nomina di un commissario straordinario, sarà possibile coordinare interventi pubblici e privati e utilizzare procedure semplificate per cittadini e imprese». Sono inoltre in corso valutazioni per l’accesso al fondo di solidarietà europeo o per una riprogrammazione dei fondi Fsc.
«Da ora in avanti – ha concluso – il 50 per cento della mia attività istituzionale sarà dedicata a questo obiettivo».



