L’esclusione di Sciacca dall’elenco dei comuni per i quali è stato dichiarato lo stato di calamità naturale continua a generare forte preoccupazione. A intervenire è l’associazione agricola O.A.L.A., che attraverso il presidente Nino Ciaccio esprime una netta protesta contro una decisione ritenuta incomprensibile alla luce dei danni subiti dal territorio in seguito al nubifragio del 20 gennaio.
Secondo l’associazione, parlare di calamità a Sciacca non è una forzatura, ma una constatazione basata su effetti evidenti e diffusi che hanno colpito settori strategici dell’economia locale. L’assenza di un riconoscimento ufficiale viene vissuta come una grave mancanza di attenzione verso un territorio già fortemente provato.
I danni causati dal nubifragio del 20 gennaio
Il bilancio tracciato da O.A.L.A. è definito drammatico. Le piogge torrenziali e il vento impetuoso hanno causato la distruzione di impianti arborei, con danni irreversibili ad agrumeti e colture ortive. Un colpo pesante per un comparto che rappresenta il cuore produttivo del territorio.
In questo scenario, l’esclusione della calamità a Sciacca viene letta come un segnale di sottovalutazione delle reali condizioni in cui versano numerose aziende agricole, già in difficoltà prima dell’evento atmosferico.
Marineria in difficoltà
Il nubifragio non ha risparmiato il settore marittimo. Le violente mareggiate hanno provocato momenti di forte tensione e causato danni alle strutture e ai mezzi della flotta saccense. Anche la marineria, parte essenziale dell’economia cittadina, si trova oggi ad affrontare conseguenze che incidono direttamente sulla continuità delle attività.
Crisi idrica e ricadute sociali
Alla devastazione causata dal nubifragio si aggiunge una crisi idrica definita senza precedenti. La siccità sta portando alla chiusura di numerose aziende agricole, con effetti sociali rilevanti per centinaia di famiglie. Un contesto che rende ancora più urgente il riconoscimento della calamità a Sciacca, considerata dall’associazione uno strumento necessario per evitare il collasso definitivo del comparto.
L’appello alle istituzioni
Il presidente Nino Ciaccio chiede una rettifica immediata da parte della Protezione Civile e del Governo Regionale. Escludere Sciacca dallo stato di calamità, secondo O.A.L.A., significa lasciare il territorio senza gli strumenti necessari per affrontare una crisi che è già realtà.
L’associazione sollecita inoltre l’amministrazione comunale a farsi portavoce della richiesta in ogni sede istituzionale, affinché venga riconosciuta ufficialmente la calamità a Sciacca e garantiti i ristori indispensabili alla sopravvivenza delle imprese locali.



