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Cascio su Catanzaro: “Io vincitore di concorso, lui faccia qualcosa per Sciacca”

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È una replica dura, ma articolata, quella di Salvatore Cascio, fresco di nomina da commissario della Democrazia Cristiana siciliana, all’indirizzo del parlamentare regionale Michele Catanzaro, intervenuto oggi duramente sul ruolo politico e sanitario dello stesso Cascio.
“Rimango basito, ma non sorpreso”, esordisce Cascio, contestando le dichiarazioni dell’onorevole che, a suo dire, dimostrerebbero una “scarsa conoscenza, per non dire completa ignoranza, della governance sanitaria della provincia di Agrigento”.
Nel merito, Cascio chiarisce innanzitutto la propria posizione professionale: non è direttore sanitario del presidio ospedaliero di Ribera, come sostenuto da Catanzaro, ma dirigente medico, assunto tramite regolare concorso pubblico e non per nomina politica.

Ricorda inoltre che il presidio ospedaliero di Ribera rientra negli Ospedali Riuniti Sciacca–Ribera, la cui direzione sanitaria facente funzioni è affidata al direttore Ignazio Galizia.
“Lo scrivente è solamente un dirigente medico di Direzione sanitaria”, precisa, spiegando di aver risposto a un interpello aziendale come unica candidatura in possesso dei requisiti richiesti.
Cascio respinge poi le critiche di opportunità etica, secondo cui un medico non dovrebbe fare politica senza dimettersi.

“Potrei citare decine e decine di esempi di medici che fanno politica senza perdere di vista la loro missione”, osserva, richiamando una pratica diffusa a livello locale e nazionale.
Nel passaggio più politico della replica, Cascio accusa Catanzaro di incoerenza e di “memoria corta”.

Ricorda infatti come entrambi provenissero dallo stesso background politico e come già prima del 2008 ricoprisse il medesimo ruolo sanitario senza che allora fossero sollevate obiezioni.

Stessa mancanza di perplessità, sottolinea, nel 2017, quando — concluso il mandato elettorale — rientrò nel suo posto di lavoro, o in occasione della presentazione della lista Sicilia Futura a sostegno del sindaco Valenti, “sponsorizzata dallo stesso Catanzaro”.
“Oggi non sono buono, mentre lo ero ieri: delle due, o sono sempre stato buono oppure si mistifica la realtà per fare audience”, afferma Cascio.
La chiusura è un affondo politico diretto. Citando l’avvocato Arnone e Nanni Moretti, Cascio invita Catanzaro a intervenire sui problemi concreti del territorio: “Parli degli ospedali che arrancano, dell’approvvigionamento idrico per gli agricoltori, della marineria, delle terme, della viabilità malridotta”.
E l’appello finale: “Fai qualcosa per Sciacca, perché — ad oggi — non sei pervenuto”.

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