Sessant’anni dopo la devastazione del terremoto del Belice, Gibellina celebra un importante riconoscimento nazionale che sancisce il valore culturale e artistico della città. Una rinascita che non si è limitata alla ricostruzione fisica, ma ha trasformato profondamente l’identità della comunità.
Secondo il sindaco, Salvatore Sutera, la chiave di questa trasformazione di Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026 risiede nella visione di Ludovico Corrao, sindaco e promotore culturale dell’epoca. “Corrao pensò di collegare una nuova identità alla città e a una popolazione che l’aveva persa – ha ricordato Sutera – creando un processo di rigenerazione e di rinascita completa”. Gibellina ha già ricevuto la visita di molte scuole e tra le prime il liceo Scientifico Fermi di Sciacca con gli studenti di tre progetti Poc. Le opere che oggi punteggiano Gibellina furono frutto del dialogo tra artisti e cittadini, in particolare i giovani, che hanno avuto un ruolo centrale nella crescita culturale della città.
I giovani rimangono al centro della vita culturale della città ed è anche per questo che Gibellina punta molto sugli studenti. Non solo come eredi della memoria, ma come protagonisti del presente e motore della continua rigenerazione urbana.



