Il bando agricoltura siciliana nato per sostenere il rilancio tecnologico del comparto agricolo finisce al centro di una dura contestazione. L’Associazione Agricoltori Lago Arancio (Oala), guidata da Nino Ciaccio, rompe il silenzio e attacca apertamente il bando regionale RSD01, accusandolo di favorire pochi grandi proprietari a discapito della maggioranza dei produttori.
Secondo l’associazione, quello che avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità di crescita per il settore si è trasformato, nei fatti, in uno strumento di esclusione programmata, incapace di rispecchiare la reale struttura dell’agricoltura siciliana.
Una soglia che esclude la maggioranza delle aziende
Il punto centrale della protesta riguarda la soglia minima di investimento prevista dal provvedimento: 250.000 euro. Un limite che Oala definisce fuori scala rispetto alla realtà produttiva del territorio e incompatibile con le dimensioni medie delle aziende agricole locali.
Per l’associazione, fissare una soglia così elevata significa costruire il bando agricoltura siciliana su misura per grandi realtà latifondiste e industriali, ignorando completamente il tessuto agricolo diffuso che caratterizza l’Isola.
Aziende da 10 ettari lasciate fuori
Le aziende associate a Oala, spiegano i rappresentanti dell’organizzazione, hanno in media un’estensione di circa dieci ettari. In questo contesto, la richiesta di un investimento minimo di un quarto di milione di euro viene considerata non solo irrealistica, ma anche penalizzante.
Secondo l’associazione, parlare di sviluppo senza tenere conto delle reali possibilità economiche degli agricoltori significa snaturare le finalità del bando agricoltura siciliana, trasformandolo in un privilegio per pochi e non in uno strumento di crescita collettiva.
Le richieste di Oala al Governo regionale
Oala avanza due richieste definite non negoziabili. La prima riguarda una riduzione drastica dei massimali di investimento, così da rendere il bando realmente accessibile alle piccole e medie imprese agricole.
La seconda richiesta punta a una revisione complessiva dei criteri di selezione, affinché il bando agricoltura siciliana torni a svolgere la funzione per cui è stato concepito: sostenere l’intero comparto e non soltanto le grandi aziende.
Ultimatum e mobilitazione annunciata
Nel documento diffuso, l’associazione lancia un vero e proprio ultimatum. In assenza di una rettifica tempestiva del bando RSD01, Oala si dice pronta a promuovere una “sfiducia sociale”, chiedendo formalmente le dimissioni dell’assessore regionale all’Agricoltura e contestando la linea del Governo della Regione Siciliana.
Appello all’unità degli agricoltori siciliani
L’Associazione Agricoltori Lago Arancio conclude con un appello rivolto a tutti gli agricoltori, ai comitati spontanei e alle associazioni dell’Isola. L’obiettivo è costruire un fronte comune, attraverso un documento di protesta unitario e una mobilitazione coordinata.
Per Oala, il bando agricoltura siciliana non è solo una questione tecnica, ma una scelta che incide direttamente sulla dignità del lavoro agricolo e sul futuro di migliaia di produttori.



