Il ringraziamento a Dio per le piogge, la delusione per la politica che non si è fatta trovare pronta a sostenere adeguatamente un comparto agricolo che con la siccità degli anni scorsi ha subito pesanti conseguenze. E’ stato questo il filo conduttore a Ribera dove un centinaio di agricoltori si sono riuniti nella chiesa di San Giovanni Bosco per partecipare alla messa di ringraziamento celebrata da padre Antonio Nuara e don Pasquale Della Corte.
“Più che la politica per le opere realizzate dobbiamo ringraziare il buon Dio per la pioggia che ha mandato”, ha detto padre Nuara.
Da Ribera anche una preghiera per Niscemi “dove stanno soffrendo più di quanto abbiamo sofferto noi”, ha detto padre Nuara.
Giovambattista Di Carlo ha letto, durante la messa, la preghiera degli agricoltori. Dino Giovanni D’Angelo, presidente dell’associazione Liberi Agricoltori di Ribera: “In tre anni di siccità sono state fatte chiacchiere e promesse mai realizzate nonostante i suggerimenti che noi abbiamo dato e che, se realmente attuati, avrebbero alleviato di molto il problema. Vorremmo che in estate, quando dovremo irrigare i nostri agrumeti, l’acqua ci venga data in tempi utili e non dopo che le piante non vadano in stress idrico”.
Il sindaco di Ribera, in chiesa con gli agricoltori, ha riferito dati sulla capienza degli invasi che inducono all’ottimismo, ad una “stagione irrigua regolare”.
“Al Castello – dice Ruvolo – ci sono attualmente più di 15 milioni di metri cubi di acqua e fra una settimana si inizierà a dirottarla verso il Gorgo di Montallegro. Si ritiene che entro metà marzo l’invaso Castello possa raggiungere 18 milioni di metri cubi e dunque quasi la massima capienza. A quel punto bisognerà fare la prova di tutte le condutture per fare in modo che l’acqua immessa nell’adduttore per la distribuzione irrigua in estate non si disperda. Anche il Gammauta invasa molta acqua e la diga Raia di Prizzi potrà arrivare alla massima capienza di 8 milioni di metri cubi”.



