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Ribera, la preside Provenzano si smarca dai partiti: “In campo per Ribera”

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La preside Maria Rosaria Provenzano in un lungo post pubblicato questa sera conferma di essere già “in campo per la città” è pronta alla candidatura a sì davo di Ribera. Lo fa non mancando di bacchettare chi vuole etichettarla politicamente.

“Ho letto con un sorriso – scrive – le analisi che arrivano da più parti: c’è chi a destra (DC) mi accusa di essere “di sinistra” e chi a sinistra (PD e CGIL) si affretta a mettermi altre etichette. È lo spettacolo della vecchia politica, fatta di schemi a tavolino che i cittadini hanno già bocciato da anni”.

Insomma, la preside non usa mezzi termini e affonda i colpi:

“La verità è molto più semplice: la mia disponibilità non nasce nelle stanze dei partiti o dei sindacati, ma per rispondere a un’urgenza che non ha colore politico. L’acqua che manca nelle case è di destra o di sinistra? Le arance che marciscono sugli alberi sono a destra o a sinistra? Le strade dissestate hanno la tessera della CGIL?”.

A muso duro aggiunge: “Chi oggi si preoccupa di marchiarmi è lo stesso che, per decenni, ha preferito la fedeltà all’apparato anziché la competenza dei risultati. Io parlo un altro linguaggio: quello della responsabilità. Il mio “schieramento” è uno solo: Ribera. Proprio per questo, auguro sinceramente “buon lavoro” a chi preferisce perdere tempo nei laboratori della politica, dividendo i cittadini in fazioni mentre la città soffre. Dimostrano solo di essere rimasti fermi al secolo scorso”.

Poi assicura: “Io vado avanti per la mia strada, mossa dall’amore per questa comunità. E lo faccio con forza, perché so di non essere sola: sono grata alle tantissime persone, comprese molte impegnate politicamente e con storie diverse, che hanno deciso di spendersi al mio fianco con generosità e senza chiedere nulla in cambio”.

Conclude scrivendo: “È questa la Ribera che mi piace: quella che collabora invece di etichettare.
Ribera merita di essere amministrata, non utilizzata come campo di battaglia per vecchie ruggini di partito o di sindacato. E dunque, mentre voi vi affannate a decidere di che colore sia la mia maglia, io sono già in campo a giocare per la città. Il futuro non aspetta il vostro permesso”.

Giuseppe Pantano
Giuseppe Pantano
Giornalista Professionista

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