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Accessi abusivi allo Sdi per controllare l’ex moglie: condanna confermata in Appello

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La Corte di Appello di Caltanissetta ha confermato la condanna a un anno e sei mesi di reclusione nei confronti di un carabiniere, all’epoca in servizio a Gela, ritenuto responsabile di accessi abusivi ai sistemi informatici delle forze dell’ordine.
Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, il militare avrebbe effettuato una serie di accessi non autorizzati allo Sdi – il sistema informativo in uso alle forze dell’ordine – per acquisire dati riguardanti l’ex moglie e alcuni suoi familiari.

Le verifiche interne avviate dall’Arma avrebbero fatto emergere consultazioni indebite, facendo scattare l’indagine nei confronti del collega.
La sentenza di secondo grado conferma quanto già stabilito in primo grado dal Tribunale di Gela.

I giudici hanno inoltre disposto la condanna al pagamento delle ulteriori spese legali in favore delle parti civili.
Nel corso dell’istruttoria davanti ai giudici gelesi, l’imputato aveva negato ogni addebito.

I suoi legali, Salvo Macrì e Luigi Cinquerrui, avevano impugnato la decisione di primo grado auspicando un diverso esito in Appello, che però non è arrivato.
In aula si sono costituiti parte civile l’ex moglie del militare, alcuni familiari e altre persone – tra conoscenti e amici – che sarebbero finite nel mirino delle consultazioni contestate. Sono rappresentati dagli avvocati Eleanna Parasiliti Molica, Giuseppe Messina e Giovanni Di Giovanni.
Il carabiniere risulta inoltre coinvolto in altri due procedimenti giudiziari: uno davanti alla Corte di assise di Caltanissetta per violenza sessuale aggravata su minori e un altro davanti al tribunale di Gela per maltrattamenti in famiglia. I procedimenti sono tuttora in corso.

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