Maxi inchiesta su presunte pratiche illecite per il rilascio di permessi di soggiorno e cittadinanze a cittadini brasiliani. La Procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati 22 persone, tra cui un sindaco, un vicesindaco, funzionari comunali, agenti di polizia municipale, un avvocato e i responsabili di due agenzie. Per la maggior parte degli indagati sono state richieste misure cautelari.
L’indagine, condotta dalla squadra mobile di Agrigento e coordinata dalla Procura guidata dal procuratore Giovanni Di Leo, coinvolge diversi comuni della provincia: Aragona, Comitini, Camastra, Naro, Porto Empedocle, Raffadali e Siculiana. Secondo l’ipotesi accusatoria, centinaia di cittadini brasiliani sarebbero arrivati nel territorio agrigentino per ottenere la cittadinanza italiana attraverso documenti falsi.
Le due agenzie finite sotto inchiesta avrebbero curato ogni fase dell’operazione, dal trasporto dei sudamericani alla loro sistemazione in abitazioni in affitto – spesso riconducibili a parenti di dipendenti pubblici – fino alla predisposizione di attestazioni lavorative inesistenti. I richiedenti avrebbero pagato somme comprese tra i 3.500 e i 5.000 euro.
La Procura ha chiesto gli arresti domiciliari per il sindaco di Camastra, Dario Gaglio. Tuttavia, il gip del tribunale di Agrigento ha rigettato le richieste di misure cautelari. L’ufficio inquirente ha quindi presentato ricorso al tribunale del Riesame di Palermo. Le udienze sono previste per il mese di marzo.



