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Rimborso delle spese legali: conferma per Tozzo

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La Sezione Prima Civile della Corte di Appello di Palermo ha confermato il diritto al rimborso delle spese legali per Ignazio Tozzo, recentemente nominato Segretario Generale della Regione Siciliana.
I giudici hanno respinto l’appello proposto dall’assessorato regionale della Salute, ribadendo l’obbligo per l’amministrazione di farsi carico dei costi della difesa sostenuti dal dirigente in un procedimento penale conclusosi con la sua assoluzione.
La decisione rafforza un principio chiaro: il dipendente pubblico che agisce nell’esercizio delle proprie funzioni e viene assolto ha diritto al rimborso delle spese legali sostenute per difendersi.

Il procedimento penale e l’assoluzione

La vicenda risale al 2014, quando Tozzo, allora direttore generale presso l’assessorato della Salute, fu coinvolto in un’inchiesta relativa all’accreditamento di una struttura di Gela.
Il percorso giudiziario ha però chiarito la totale estraneità del dirigente ai fatti contestati. Nel 2020, il gup di Gela ha emesso sentenza di non luogo a procedere con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, precisata in motivazione come “perché il fatto non sussiste”.
Dalla ricostruzione dei giudici è emerso che Tozzo, non appena apprese delle criticità relative alla struttura, intervenne tempestivamente sospendendo l’efficacia del decreto di accreditamento. Un comportamento ritenuto coerente con i doveri istituzionali e privo di qualsiasi deviazione o interesse personale.

Rimborso delle spese legali e assenza di conflitto di interessi

Nonostante l’esito pienamente favorevole in sede penale, l’assessorato aveva negato il rimborso delle spese legali, sostenendo l’esistenza di un presunto conflitto di interessi, anche sulla base di un parere dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Caltanissetta.
Assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, Tozzo ha quindi avviato un contenzioso davanti al giudice ordinario. Il procedimento si è concluso favorevolmente già in primo grado e ora anche in appello.

La decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello ha condiviso integralmente le argomentazioni difensive, smontando la tesi dell’amministrazione e giudicandola priva di fondamento. Nella sentenza si evidenzia come non sia emersa alcuna deviazione rispetto ai fini pubblici né un interesse personale incompatibile con il ruolo ricoperto.
A conferma della correttezza della condotta, anche il procedimento disciplinare avviato all’epoca era stato archiviato dopo l’assoluzione in sede penale.

Confermata la condanna dell’Assessorato

La Corte ha quindi confermato la condanna dell’assessorato della Salute al pagamento delle somme dovute a titolo di rimborso delle spese legali, come già stabilito dal Tribunale in primo grado, disponendo inoltre la refusione delle spese di lite per il grado di appello.
La pronuncia tutela non solo la figura professionale di Ignazio Tozzo, oggi al vertice della burocrazia regionale, ma riafferma un principio di rilievo per tutta la pubblica amministrazione: il funzionario che opera correttamente nell’interesse dell’ente non può essere lasciato solo a sostenere i costi di un processo dal quale esce totalmente scagionato e ha pieno diritto al rimborso delle spese legali.

Veronica Gallo
Veronica Gallohttp://www.risoluto.it/
Digital Marketing Expert e Web Content Editor. Laureata in Scienze della Comunicazione Pubblica, d'impresa e Pubblicità e specializzata in Digital Marketing.

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