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Comune di Sciacca

La CAA entra in pediatria: a Sciacca comunicazione e cura parlano lo stesso linguaggio

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A Sciacca la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) continua ad ampliare i propri confini, arrivando anche in ambito sanitario. Dopo la scuola e i contesti di vita quotidiana, è ora la pediatria dell’ospedale “Giovanni Paolo II” a guardare con interesse a questo strumento, con l’obiettivo di rendere la comunicazione più accessibile anche nei percorsi di cura.

A raccontarlo è il Dott. Ottavio Ziino, direttore della Pediatria, insieme alla dirigente scolastica dell’IISS “Don Michele Arena”, Daniela Rizzuto, da anni impegnata nella promozione della CAA nel territorio.

Dalla scuola all’ospedale: un progetto che cresce

“Essere coinvolti in questo progetto che le scuole di Sciacca portano avanti da anni è per noi un motivo di grande onore”, afferma il Dott. Ziino, sottolineando l’importanza di una collaborazione sempre più stretta tra scuola e sanità.

La CAA nasce proprio in ambito pediatrico, come supporto per bambini con disturbi dello spettro autistico o con difficoltà verbali, ma oggi si sta evolvendo in uno strumento sempre più trasversale, capace di rispondere a bisogni comunicativi diversi.

La CAA come supporto alla relazione di cura

All’interno di un reparto pediatrico, la comunicazione assume un ruolo centrale.

Non si tratta solo di comprendere i bisogni clinici, ma anche di ascoltare, rassicurare e mettere il bambino nelle condizioni di esprimersi.

Per questo motivo, l’idea è quella di introdurre tabelle comunicative in CAA all’interno del reparto, per aiutare i piccoli pazienti a comunicare più facilmente con medici, infermieri e familiari.

“Abbiamo pensato che in un reparto con utenti particolari come i bambini potesse essere utile realizzare strumenti in CAA per facilitare la comunicazione”, spiega Ziino.

Un modello che può estendersi al territorio

L’obiettivo non si ferma all’ospedale.

La prospettiva è quella di estendere l’utilizzo della CAA anche alla medicina territoriale, coinvolgendo pediatri, ambulatori e, in futuro, anche altri servizi come le farmacie.

“Tutte le strutture in cui operano persone con difficoltà comunicative possono beneficiare della CAA”, sottolinea il direttore della Pediatria, evidenziando come Sciacca rappresenti già oggi un esempio virtuoso a livello territoriale.

Sciacca esempio di buone pratiche

Il percorso avviato negli anni dimostra come la CAA possa diventare un vero e proprio modello di integrazione tra scuola, sanità e comunità.

La dirigente Daniela Rizzuto evidenzia come l’idea alla base del progetto sia chiara:
fare in modo che la scuola non sia un sistema chiuso, ma un motore di cambiamento per l’intera società.

La diffusione dei pittogrammi e degli strumenti comunicativi nei diversi contesti rappresenta infatti un passo concreto verso una comunità più accessibile e inclusiva.

Comunicare per curare, curare comunicando

L’ingresso della CAA in pediatria segna un passaggio importante:
la comunicazione diventa parte integrante del processo di cura.

Perché, soprattutto per un bambino, poter comunicare significa:

  • sentirsi compreso
  • ridurre ansia e frustrazione
  • vivere con maggiore serenità anche un momento delicato come quello ospedaliero

Verso una rete sempre più inclusiva

Dalla scuola all’ospedale, fino ai servizi del territorio, la CAA continua a diffondersi come linguaggio comune capace di unire contesti diversi.

Un percorso che conferma come anche a Sciacca sia possibile costruire una comunità in cui comunicare non è un privilegio, ma un diritto garantito a tutti.

Giacomo Cascio
Giacomo Cascio
CEO Blue Owl s.r.l. agency - Editore Risoluto.it Aiuto freelance e piccoli imprenditori a costruire modelli di acquisizione clienti sostenibili, senza dipendere subito da siti complessi o advertising. Mi occupo di strategia, posizionamento e sistemi leggeri per validare un’offerta prima di investire negli strumenti.

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