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Comune di Sciacca

Sanità in crisi, guardia medica chiusa per alcuni giorni a Santa Margherita Belice

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Santa Margherita Belice torna al centro dell’attenzione per la chiusura della guardia medica per carenza di personale. 

Il sindaco, Gaspare Viola, ha formalmente segnalato con una pec inviata alla prefettura e alla direzione dell’Asp di Agrigento la chiusura del servizio di continuità assistenziale. “Si segnala che il Servizio di continuità assistenziale nel Comune di Santa Margherita di Belice è costretto a rimanere chiuso per carenza di personale medica”, si legge nella comunicazione. Nel presidio sanitario locale è stato affisso un avviso che indica la sospensione del servizio nei giorni 4, 6, 24 e 30 aprile.

Il primo cittadino sottolinea come “il sistema di reclutamento dei medici per coprire il servizio di guardia medica, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, anche considerando la platea di medici reperibili su base volontaria, non garantisce più l’effettività di un servizio sanitario di base”. Da qui la richiesta di “convocazione di un tavolo tecnico urgente volto a trovare soluzioni immediate”, per evitare che la popolazione resti “sovraesposta” nei giorni senza assistenza.

Nella stessa nota viene inoltre evidenziato il mancato svolgimento di una riunione prevista per il 12 marzo 2026, che avrebbe dovuto coinvolgere medici di medicina generale, infermieri e volontari della Casa della salute “Danilo Dolci” per discutere del nascente ospedale di comunità. “L’evento non ha avuto luogo per l’intervenuta indisponibilità dei competenti dirigenti della Asp di Agrigento” e non è stata successivamente fissata una nuova data.

In un secondo comunicato, il sindaco ribadisce le criticità strutturali del sistema sanitario territoriale: “C’è una grave carenza di medici”. E aggiunge: “La natura dei contratti, l’assenza di medici dipendenti del Ssn, le esigue platee di graduatorie di medici reperibili su base volontaria, il fatto che i servizi presso le strutture sanitarie pubbliche non attraggono più i medici che escono dall’università, la scarsa remunerazione e le condizioni usuranti che caratterizzano il lavoro nelle strutture pubbliche, sono tutte concause dell’implosione della sanità pubblica”.

Il primo cittadino denuncia inoltre una tendenza di lungo periodo: “E’ da almeno una decina di anni che si smantella il Ssn e si privatizzano i servizi”. E ancora: “Oggi i medici non guardano più al Ssn pubblico, si orientano dove sono meglio remunerati, cioè verso il privato”. Secondo Viola, “oggi tutte queste contraddizioni sulla sanità territoriale si scaricano sui sindaci”.

Nel documento si ricorda anche l’impegno della comunità locale e dei volontari della Casa della salute: “Abbiamo messo a disposizione l’ambulatorio sociale per i medici della guardia medica, cioè abbiamo ospitato noi la guardia medica; abbiamo messo noi una guaina isolante sul soffitto del presidio sanitario locale a protezione della struttura; abbiamo ritinteggiato le pareti e il soffitto dell’ambulatorio della guardia medica a spese nostre”. E ancora: “Oggi il presidio ha un citofono, la videosorveglianza, le porte corazzate, etc che sono frutto di quella stagione di impegno”.

Nonostante ciò, la situazione resta fragile: “Ma è chiaro che il sistema è troppo precario. Lo è da molti anni”.

Parallelamente, da Sciacca arriva una segnalazione dell’associazione Orazio Capurro Odv sulle condizioni all’interno dell’ospedale “Giovanni Paolo II”. L’associazione, pur riconoscendo “che all’ospedale di Sciacca l’impegno del personale medico, infermieristico e sanitario è davvero enorme”, denuncia una presenza massiccia di insetti “presso il presidio ospedaliero Giovanni Paolo II di Sciacca ci sono tantissime zanzare, troppe”.

La situazione viene definita “davvero drammatica, imbarazzante, ormai fuori controllo” soprattutto nei locali del pronto soccorso, ma con segnalazioni anche in altri reparti. “L’ospedale di Sciacca appare davvero invaso dalle zanzare, molte persone si armano di racchette elettriche per tentare di non venire sopraffatte dagli insetti”.

Secondo l’associazione, “tutto ciò significa esporre a rischi sanitari sia il personale che i pazienti” e viene quindi richiesto “intervenire urgentemente in modo massiccio, efficace, continuativo e risolutivo”.

Un intervento di disinfestazione è già stato avviato al Giovanni Paolo II dove il problema zanzare si presenta ormai da molti anni.

Cristian Ruvanzeri
Cristian Ruvanzeri
Giornalista pubblicista. Ha iniziato a collaborare con la redazione di Risoluto nel 2022, a soli 18 anni. Si occupa principalmente di cronaca e spettacolo, approfondendo temi di attualità con uno sguardo fresco e diretto.

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