Il Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo rafforza il proprio ruolo nel panorama scientifico nazionale grazie al finanziamento di cinque progetti nell’ambito del Bando Ricerca Finalizzata 2024 promosso dal Ministero della Salute. Un risultato che conferma il valore della ricerca al Policlinico di Palermo, capace di distinguersi per qualità progettuale e impatto clinico.
Un riconoscimento che coinvolge diversi professionisti e gruppi di lavoro, tra cui figure di spicco legate al territorio siciliano, come la dottoressa Giuseppina Campisi, originaria di Sciacca, il cui contributo si inserisce nel più ampio percorso di crescita e valorizzazione della ricerca sanitaria regionale.
L’Azienda Ospedaliera Universitaria si afferma come uno dei centri più dinamici nella sperimentazione biomedica, contribuendo allo sviluppo di nuovi protocolli diagnostici e soluzioni terapeutiche innovative. Il risultato ottenuto rappresenta non solo un traguardo, ma anche una responsabilità nel guidare il progresso scientifico.
Un risultato che premia la qualità scientifica
Secondo quanto dichiarato dalla direttrice generale Maria Grazia Furnari, il successo nel bando è una testimonianza concreta della qualità del lavoro svolto dai ricercatori. La ricerca al Policlinico di Palermo si distingue per la capacità di competere ai massimi livelli e di affrontare le sfide più ambiziose della medicina contemporanea.
Essere capofila in due progetti e partner in altri tre significa assumere un ruolo centrale nell’innovazione biomedica nazionale. L’obiettivo è trasformare i risultati della ricerca di laboratorio in protocolli di cura più efficaci, con benefici diretti per i pazienti.
Ricerca al Policlinico di Palermo e mieloma multiplo
Il Policlinico di Palermo guida due studi di rilevanza internazionale focalizzati sul trattamento del mieloma multiplo, confermando il valore strategico della ricerca in ambito oncologico.
Biomarcatori e terapia personalizzata
Il primo progetto, coordinato dal prof. Cirino Botta con il supporto del dott. Marco Santoro, punta a identificare biomarcatori predittivi. L’obiettivo è personalizzare le cure e prevedere con maggiore precisione l’evoluzione della malattia nei pazienti sottoposti a immunoterapia.
Innovazione nell’immunoterapia
Il secondo studio, guidato dalla prof.ssa Nadia Rosalia Caccamo, con il contributo del dott. Marco Pio La Manna e del prof. Francesco Dieli, si concentra sul ruolo dei linfociti e di specifiche cellule immunitarie. La ricerca mira a prevenire la riattivazione del citomegalovirus nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali o trattati con daratumumab.
Un passo avanti per la medicina
Il finanziamento ottenuto rappresenta un importante passo avanti per la medicina e per la comunità scientifica. Ancora una volta, la ricerca al Policlinico di Palermo si conferma un motore di innovazione, capace di tradurre la conoscenza scientifica in applicazioni concrete per la salute dei pazienti.
Questo risultato consolida il ruolo del Policlinico “Paolo Giaccone” come centro di eccellenza, proiettato verso un futuro in cui ricerca e cura procedono sempre più insieme.



