Il Tar per la Sicilia, con la sentenza depositata dopo l’udienza del 3 marzo, interviene sulla normativa regionale relativa alle strutture extralberghiere, ridimensionandone in modo significativo l’impatto.
Il Tar ha accolto parzialmente il ricorso presentato dalla Federazione delle associazioni della ricettività extralberghiera, annullando dodici disposizioni del decreto assessoriale del 25 giugno 2025. Tra le norme bocciate figurano obblighi ritenuti onerosi e sproporzionati, come l’imposizione di materassi ignifughi certificati, televisori di determinate dimensioni con canali satellitari, requisiti stringenti su spazi e bagni, l’obbligo del defibrillatore e adempimenti burocratici complessi, inclusi quelli legati ai condomìni.
Censurata anche l’estensione agli extralberghieri di standard pensati per strutture alberghiere o edifici di nuova costruzione, tra cui l’applicazione del Dm 236/1989 sulle barriere architettoniche, requisiti tecnici e linguistici per il personale e limiti rigidi sui posti letto. Annullati inoltre obblighi considerati invasivi, come la presentazione del regolamento condominiale e il potere dell’Assessorato di modificare il nome delle strutture.
Secondo i giudici, si tratta di prescrizioni che comportano “oneri economicamente gravosi” e non sempre giustificati, soprattutto per le realtà di piccole dimensioni. La sentenza stabilisce che non è possibile imporre agli affittacamere e ai b&b gli stessi standard delle grandi strutture ricettive, riconoscendo la differenza tra i modelli di ospitalità.
Il pronunciamento interviene su un comparto rilevante per Sciacca, caratterizzato da attività a conduzione familiare integrate nel tessuto urbano. Il Tar richiama il principio di un’offerta turistica “differenziata”, evidenziando che l’innalzamento indiscriminato degli standard rischia di aumentare i costi per gli operatori, far lievitare i prezzi e ridurre la varietà dell’offerta.
La decisione non annulla la riforma regionale, ma ne delimita l’applicazione. Le regole devono essere ragionevoli, proporzionate e sostenibili. Restano valide alcune previsioni, come l’obbligo di garantire manutenzione e decoro degli alloggi.
L’associazione Strutture Turistiche Sciacca Centro, guidata dalla presidente Santina Matalone, evidenzia come il pronunciamento rappresenti un passaggio atteso per i piccoli operatori del territorio, contribuendo a rassicurare il comparto dopo mesi di incertezza.
Sulla stessa linea anche Sciacca Turismo, guidata dal presidente Ezio Bono: “La sentenza – afferma – conferma che l’ospitalità diffusa non può essere trattata come un albergo. Servono regole chiare e proporzionate, non oneri che rischiano di soffocare chi lavora con professionalità e sacrificio”.



