Scatta la protesta contro l’aumento delle tariffe marittime annunciato da Caronte & Tourist per i collegamenti con le isole minori siciliane. Dal prossimo 15 maggio i rincari interesseranno passeggeri, veicoli ordinari, mezzi commerciali e residenti, con aumenti compresi tra il 30% e il 50%.
A denunciare la situazione è il sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona, che parla di una decisione “del tutto inaccettabile” per le comunità insulari e in particolare per Pantelleria, “già gravemente penalizzata da collegamenti marittimi inadeguati, irregolari e insufficienti a garantire le esigenze quotidiane dei cittadini, delle imprese e delle attività turistiche”.
In una lettera inviata al ministro Matteo Salvini, alla Prefettura di Trapani e alla Regione Siciliana, il sindaco sottolinea come “l’ennesima misura che pesa sui costi dei collegamenti minaccia di compromettere ulteriormente la vivibilità dell’isola e l’efficacia delle politiche locali, rendendo ancora più insostenibile la permanenza delle comunità nelle isole minori”.
D’Ancona ricorda inoltre che le criticità dei collegamenti marittimi di Pantelleria sono state più volte segnalate agli organi regionali e nazionali “senza che ad oggi vi sia stata alcuna soluzione concreta”. Il primo cittadino richiama anche la richiesta di una Commissione d’inchiesta sullo stato dei collegamenti verso l’isola.
Anche Federalberghi Isole Minori Sicilia contesta il nuovo aumento tariffario delle linee Siremar. Secondo l’associazione, i rincari si aggiungono a precedenti aumenti che avrebbero già portato le tariffe a un +72% rispetto al 2022.
La compagnia motiva gli aumenti con la necessità di riequilibrare la Convenzione ministeriale, ma il presidente di Federalberghi, Christian Del Bono, definisce la situazione “insostenibile”. L’associazione denuncia che i ritardi amministrativi finiscono per ricadere su residenti, pendolari e comparto turistico.
Federalberghi ha quindi rivolto un appello urgente alla Regione Siciliana e al ministro Salvini per bloccare gli aumenti attraverso un’integrazione di risorse pubbliche. Tra le richieste anche una revisione strutturale dei costi dei collegamenti, l’apertura di un tavolo permanente con i sindaci delle isole minori e il rispetto del principio costituzionale contro gli svantaggi derivanti dall’insularità.



