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La presidente di Aica telefona ai residenti di Carcossea mentre gli autobottisti agrigentini restano fermi

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La presidente del Consiglio d’amministrazione di Aica Danila Nobile, ha contattato nelle ultime ore, Francesco Barbata, portavoce dei circa cinquanta nuclei familiari che nei giorni scorsi avevano chiesto all’azienda di poter regolarizzare la propria posizione attraverso la sottoscrizione di un contratto di fornitura.

Tra le richieste avanzate anche quella di sostenere costi analoghi a quelli applicati agli altri utenti del servizio idrico.

Il confronto telefonico tra le parti è stato accolto positivamente dai residenti.

Nel corso della conversazione, Nobile ha confermato che il costo previsto per il servizio di trasporto dell’acqua, secondo quanto stabilito dall’Ati dovrebbe attestarsi sui 50 euro per autobotte.

Diversa, invece, la situazione nei rapporti tra Aica e gli autotrasportatori privati della provincia agrigentina.

Il servizio sostitutivo con privati continua infatti a rimanere fermo, con gli operatori che non hanno ancora aderito alle nuove modalità organizzative introdotte dal gestore idrico e contestate nelle ultime settimane anche attraverso l’assistenza di un legale.

Nel corso dell’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato inoltre ribadito che tutti gli utenti dei comuni serviti da Aica, compresi quelli residenti nelle aree prive di acquedotto, dovranno essere registrati presso l’azienda.

Analoga procedura sarà necessaria anche per gli autobottisti, chiamati a formalizzare specifici accordi con il gestore del servizio idrico.

La proroga fino a novembre dell’attuale sistema di approvvigionamento sostitutivo, approvata dall’Ati per evitare ulteriori tensioni sociali, resta comunque legata alla sottoscrizione di nuove intese con gli autotrasportatori.

Aica ha nel frattempo predisposto una piattaforma dedicata, accessibile tramite smartphone, per garantire la tracciabilità delle forniture e la gestione delle richieste.

Nonostante questo, le aziende del settore continuano a mantenere una posizione ostile rispetto alle nuove regole.

Intanto, sempre il gestore ha chiesto alla Protezione civile regionale un finanziamento di quasi 1,6 milioni di euro per acquistare 14 autobotti da distribuire nei vari comuni della provincia così da poter affrontare eventuali emergenze durante la stagione estiva.

Al momento il gestore idrico dispone soltanto di due mezzi per tutto il territorio agrigentino e ha già chiesto ai Comuni di mettere a disposizione eventuali autobotti comunali.

Poca roba rispetto una situazione che, con l’avvicinarsi dell’estate e l’aumento delle presenze turistiche, continua ad alimentare timori sulla tenuta del servizio idrico provinciale.

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