Il circolo territoriale di Sciacca di Fratelli d’Italia interviene sui lavori delle commissioni consiliari congiunte Bilancio e Attività produttive, chiedendo anche il coinvolgimento della commissione Urbanistica e avanzando una serie di proposte definite “ad effetto immediato” per il rilancio del centro storico.
Nella nota, a firma del coordinatore cittadino, Ignazio Gallo, il partito evidenzia che tra via Giuseppe Licata, via Roma e il centro storico si contano oltre 165 attività definitivamente chiuse, sostenendo che “il semplice dibattito non è più sufficiente” e definendo l’attuale situazione “l’ultima chiamata utile per salvare l’economia locale”.
Fratelli d’Italia critica inoltre l’operato dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Termine, ritenendo contraddittorie le politiche adottate a sostegno delle imprese. In particolare, viene contestata l’ordinanza che vieta la vendita e l’asporto di bevande in vetro o lattina dopo le ore 21, considerata una misura che penalizza gli operatori economici senza incidere sui problemi di sicurezza urbana.
Tra le proposte avanzate vi è l’applicazione dell’articolo 8 della legge regionale 16/2016 sulla rigenerazione urbana. Fratelli d’Italia chiede l’inserimento nel regolamento sui contributi di costruzione di una riduzione dell’80% degli oneri per interventi di ristrutturazione, ampliamento e adeguamento delle attività commerciali nel centro storico, con l’esonero totale per le start-up giovanili under 35.
Un secondo intervento riguarda l’applicazione dell’articolo 26 della stessa legge regionale sui cambi di destinazione d’uso degli immobili realizzati prima del 1976. Il partito propone un atto di indirizzo rivolto agli uffici tecnici comunali affinché venga applicata la deroga prevista dalla normativa regionale, consentendo la trasformazione di magazzini, depositi e abitazioni in attività commerciali, artigianali o ricettive.
Sul fronte della sicurezza urbana, Fratelli d’Italia sostiene che siano necessari maggior controllo del territorio, potenziamento della videosorveglianza e pattugliamenti appiedati della polizia locale. Per questo motivo chiede il ritiro o una profonda revisione dell’ordinanza sindacale sull’asporto di bevande, attraverso un confronto con operatori economici e associazioni di categoria.



