Un nuovo modello organizzativo per la gestione degli accertamenti tossicologici sarà al centro del convegno in programma lunedì 15 giugno nella Sala Mingrino dell’ospedale Umberto I di Enna. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Asp di Enna e la Polizia di Stato e punta a consolidare il coordinamento tra le istituzioni impegnate nella tutela della salute pubblica e nella prevenzione dei reati legati all’uso di sostanze stupefacenti.
L’appuntamento, dal titolo “Sistema gestione controllo sostanze d’abuso secondo la nuova procedura attivata dall’ASP di Enna”, rappresenta un’occasione di confronto tra professionisti sanitari, forze dell’ordine ed esperti del settore per approfondire un percorso operativo sviluppato con l’obiettivo di garantire uniformità, affidabilità e trasparenza nelle attività di controllo.
La nuova procedura è stata elaborata dall’Azienda sanitaria provinciale con il contributo dell’Ufficio sanitario della Questura di Enna e introduce criteri condivisi per la gestione degli accertamenti, sia in ambito sanitario sia in quello giudiziario e medico-legale.
Il sistema è stato progettato per assicurare la validità delle analisi nei casi in cui i risultati possano assumere rilevanza processuale, garantendo al contempo la tutela dei diritti individuali e della riservatezza delle persone coinvolte.
A coordinare il progetto è stata la dottoressa Maria Fascetto Sivillo, direttrice del Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Asp di Enna.
Il modello sviluppato si propone come una buona pratica organizzativa capace di rispondere alle nuove esigenze normative, comprese quelle derivanti dalle disposizioni del Codice della Strada e della legislazione in materia di omicidio stradale.
Nel corso della giornata interverranno figure professionali provenienti da diversi ambiti operativi. Il programma prevede infatti contributi scientifici e testimonianze di chi quotidianamente si occupa di controlli, accertamenti e attività investigative.
L’iniziativa metterà in evidenza come le analisi per individuare sostanze d’abuso nei campioni biologici – dal sangue alle urine, fino ai test effettuati su capelli e saliva – richiedano il coinvolgimento di una rete articolata composta da autorità giudiziarie, operatori delle forze dell’ordine, medici legali, personale sanitario, infermieri forensi e specialisti dei servizi per le dipendenze.
Tra gli aspetti centrali della nuova procedura vi sono l’armonizzazione dei protocolli operativi e la corretta gestione della catena di custodia dei campioni, elementi considerati essenziali per garantire l’affidabilità dell’intero percorso di accertamento.
L’obiettivo finale è trasformare l’esperienza maturata a Enna in un riferimento operativo replicabile anche in altri contesti territoriali, favorendo una sempre maggiore integrazione tra sanità, giustizia e sicurezza nell’interesse della collettività.



