Catania

Catania, divieto di avvicinamento per i genitori dell’undicenne picchiato

La Squadra mobile di Catania ha eseguito un provvedimento di divieto di avvicinamento nei confronti dei genitori dell’undicenne picchiato con un cucchiaio di legno dal padre, che durante l’aggressione gli urlava: «Io sono il tuo padrone».

Il provvedimento è stato disposto dal gip.
I due coniugi sono indagati per maltrattamenti aggravati in concorso. Le indagini sono partite dopo che il minore, il 3 gennaio scorso, ha pubblicato su TikTok – utilizzando il profilo di un familiare – il video dell’aggressione, divenuto rapidamente virale sui social.
La Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per entrambi, ma il giudice ha rigettato la richiesta. Si tratta dell’ennesima divergenza sulle esigenze cautelari, dopo che lo stesso gip non aveva convalidato il fermo del padre, disposto dalla Squadra mobile, ritenendo insussistente il pericolo di reiterazione del reato e ordinandone la scarcerazione.
Secondo il procuratore di Catania, Francesco Curcio, «dalle testimonianze dei prossimi congiunti è emerso un quadro indiziario di sistematica sottoposizione del minore a maltrattamenti da parte di entrambi i genitori». In particolare, la madre avrebbe colpito il bambino in più occasioni anche autonomamente e sarebbe l’autrice del video che ha dato avvio alle indagini. Il filmato sarebbe stato registrato alla presenza delle altre tre figlie minorenni e mostrato al bambino come strumento di minaccia ogni volta che non rispettava le regole imposte.
Le investigazioni hanno ricostruito «un quadro di violenze ripetute» che avrebbero causato lividi e segni evidenti sul corpo del minore. Per la Procura, la gravità dei fatti, la loro reiterazione e il rischio di inquinamento delle prove giustificavano la richiesta della custodia cautelare in carcere.
Secondo la polizia, il padre avrebbe inoltre umiliato ripetutamente il figlio con espressioni offensive e violente. Tra gli episodi contestati, anche il pestaggio e la reclusione a chiave in uno sgabuzzino per banali comportamenti, come essere salito su un banco di scuola o aver fatto piangere una sorellina.
Dalle indagini sarebbero emersi anche schiaffi e rimproveri violenti ai danni delle altre tre figlie della coppia, di 8, 7 e 4 anni.

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