Bufera sui dati dei posti letto Covid, Boccia annuncia l’invio degli ispettori in Sicilia

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L’audio viene inserito nella chat Whatsapp il 4 novembre, lo stesso giorno nel quale il Governo decide secondo i parametri le zone da assegnare e la Sicilia la stessa sera diventerà arancione. A inviare l’audio è il direttore generale del dipartimento Salute della Regione Sicilia, Mario La Rocca che lo inserisce nella chat di lavoro dei funzionari che si occupano di inserire i dati ufficiali che servono da base per elaborare molti dei 21 parametri che decidono il “colore” delle varie Regioni secondo il grado di diffusione dei contagi e la tenuta delle strutture sanitarie.

Ma l’audio, appena oggi , finisce pubblicato dal quotidiano La Sicilia e la bufera delle inevitabili polemiche investe l’assessorato regionale ala Sanità e il suo vertice, Ruggero Razza. Nella stessa chat La Rocca rincarava la dose: “Appena stasera ci chiudono, ognuno sarà responsabile di quello che la Sicilia subirà in termini di restrizioni”.

Da stamattina la polemica su quest’audio monta sempre di più tanto che a metà mattinata il ministero della Salute dispone l’invio di personale tecnico e carabinieri del Nas in Sicilia per vederci chiaro.

“Ero incavolato, dicevo ai manager di ospedali e Asp che dovevano applicare il piano della Regione destinando posti letto ai malati Covid ma non lo facevano – dice in serata Mario La Rocca – non avevano gli attributi per imporsi su alcuni medici: perché la verità è che ci sono medici che si stanno sacrificando dando l’anima in questa emergenza e ci sono quelli che invece non vogliono occuparsi di questi malati per potere continuare a gestire pazienti in intramoenia”.

La vicenda e’ destinata a tenere banco anche nelle prossime ore. Intanto, il presidente della Regione, Nello Musumeci ha polemizzato con lo stesso ministro Boccia.

“La Sicilia e’ fatta anche di tante persone perbene – ha detto il governatore – questo il ministro lo ha gia’ capito. Aspettiamo dieci, cento ispettori”.