Covid-19, ecco come funziona l’app Immuni

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Dopo i diversi solleciti a livello nazionale sull’importanza di scaricare sullo smartphone Immuni, l’applicazione per il monitoraggio del Covid-19, avete deciso di effettuare finalmente il download e cliccato su “consenti” per abilitare le notifiche di esposizione al coronavirus. E adesso?

Apparentemente sembra un app passiva, dormiente, in quanto, diversamente dalle altre applicazioni con cui interagiamo costantemente, una volta effettuato il download e attivato il servizio non dobbiamo fare più nulla. In realtà è l’applicazione che fa tutto al posto nostro. Ecco come funziona.

Come funziona l’app Immuni

Dopo aver effettuato il download dell’app e aver cliccato sul tasto “consenti” per abilitare le notifiche l’utente non deve nient’altro se non controllare, di tanto in tanto, che nell’homepage ci sia scritto “Servizio attivo” che sta a  significare che l’app sta funzionando correttamente. In caso contrario occorre cliccare su “Riattiva Immuni”.
Dopodiché, anche se chiudiamo Immuni, l’applicazione starà continuando ad operare in quanto opera in background. Affinché effettui il monitoraggio, però, occorre che smartphone e Bluetooth siano accesi. Questo perché Immuni invia un segnale Bluetooth che include un codice casuale che viene assegnato ad ogni utente quando installa l’app sul proprio telefono. Ecco un esempio di come avviene lo scambio di informazioni:

Supponiamo che due utenti che l’hanno scaricata, Giulia e Luca, siano vicini fisicamente: in quel momento, i loro smartphone si scambiano questi codici e li registrano nella propria memoria, tenendo traccia di quel contatto. Giulia, qualche giorno dopo l’incontro con Luca, scopre di essere positiva al Covid-19 e lo comunica ad Immuni, condividendo così i suoi codici casuali. L’app troverà allora il codice casuale di Luca, verificherà se la durata e la distanza del contatto siano state tali da poterlo considerare a rischio e, se questo è il caso, lo avvertirà con una notifica.

Cosa fare quando si scopre di essere positivi al Coronavirus?

Nel momento in cui un utente scopre di aver contratto il Covid-19 deve responsabilmente e in maniera del tutto volontaria caricare i suoi dati su Immuni in modo tale che l’app abbia la possibilità di inviare la notifica alle persone con cui nei giorni precedenti l’utente è stato a contatto.
Il sito spiega che l’operatore sanitario che comunica l’esito positivo del tampone aiuterà il paziente ad effettuare “il caricamento”. La procedura è la seguente:

• L’operatore sanitario chiederà al paziente di entrare nella sezione “Impostazioni” e di scegliere “Segnala positività”.
• Immuni mostrerà un codice monouso, una sequenza alfanumerica di dieci caratteri scelti in modo casuale.
• Il paziente dovrà comunicare questo codice all’operatore sanitario che lo autorizzerà.
• L’operatore sanitario chiederà al paziente di cliccare su “Prosegui” per verificare il codice e procedere con l’operazione.
• L’app mostrerà un riepilogo dei dati che saranno caricati.
• Cliccando su “Carica i dati”, l’app procederà con il caricamento dei dati precedentemente descritti.
• Verrà, poi, chiesto il permesso per accedere ai codici casuali salvati sul dispositivo del paziente.
• Successivamente l’app mostrerà un messaggio di conferma una volta completato il caricamento.

Una volta guariti dal Covid-19 e aver ricevuto, a seguito dei vari tamponi, la conferma dall’ASL di negatività, basterà entrare sull’app Immuni, cliccare su “Sei guarito? Aggiorna il tuo stato” e poi su “Sono Covid-19 negativo”.

Cosa fare, invece, se abbiamo ricevuto una notifica dall’app?

Prendendo l’esempio precedente, nel caso in cui un utente si trova nella situazione di Luca e, quindi, ha ricevuto una notifica da parte dell’app è consigliato, senza alcun obbligo, di contattare il proprio medico di base e, in attesa di indicazioni del medico stesso o della Asl, di rimanere a casa per i 14 giorni successivi alla data del contatto comunicata nella notifica. Nella circolare del ministero non vengono menzionati i tamponi: non c’è quindi un accesso diretto al tampone per chi ha ricevuto la notifica di Immuni, è la Asl a far partire il processo nei tempi e nei modi più corretti. La durata dell’isolamento e l’iter da seguire può variare in base alla discrezionalità del medico.

Immuni vìola la privacy?

Immuni non vìola la privacy in quanto i codici casuali che gli smartphone si scambiano tramite Bluetooth non contengono né informazioni sul dispositivo dell’utente, né tanto meno sull’utente stesso. Inoltre, cambiano varie volte ogni ora, in modo da proteggere ulteriormente la privacy e non è, quindi, in alcun modo possibile risalire all’identità dell’utente.

L’app Immuni risulta, dunque, molto importante per contrastare la diffusione del Covid-19. Scaricarla è un gesto di responsabilità verso tutti.