Plasma iperimmune su un malato Covid di 57 anni al Giovanni Paolo II, e’ la prima volta nella Terapia Intensiva di Sciacca

7742

Il paziente di 57 anni era ricoverato nella Medicina Covid del Giovanni Paolo II di Sciacca da qualche giorno. Le sue condizioni si sono cosi’ aggravate da essere trasferito venerdì notte nella Terapia intensiva saccense. Il paziente e’ stato intubato e il direttore del reparto, Franco Petrusa ha deciso di attivare la terapia del plasma iperimmune per il paziente gia’ in grave condizioni.

Per l’attivazione della terapia, il Comitato Etico Aziendale si e’ espresso autorizzando la trasfusione del plasma che e’ arrivato nella serata di sabato dal centro di raccolta del Policlinico di Palermo. Nel Centro Raccolta di Sciacca non vi era disponibilita’ di plasma iperimmune dello stesso gruppo sanguigno necessario anche se le donazioni sono gia’ attive da qualche giorno.

Due delle tre sacche sono state gia’ iniettate nel paziente e adesso, i medici e il personale del reparto sta continuando a monitorare il degente. Belle prossime ore anche la terza infusione. Si spera che la terapia, consentita soltanto per uso compassionevole, possa avere al più presto gli effetti sperati.

E’ la prima volta che nell’unita’ operativa di Anestesia e Rianimazione di Sciacca si utilizza questo tipo di terapia contro il Covid-19. Il paziente agrigentino risulta al momento, il più giovane paziente Covid-19 ricoverato nella Terapia Intensiva saccense e per il quale e’ stata attivata anche la terapia al momento, considerata soltanto sperimentale.