È stata inaugurata oggi a Sciacca, nel vicolo Baldacchino, la targa dedicata ad Accursio Miraglia, nel luogo dove nacque il sindacalista ucciso dalla mafia. Un momento di memoria e riconoscimento che ha visto la partecipazione di cittadini, familiari e studiosi.
A parlare, davanti alla casa del nonno, è stato anche Accursio Miraglia, nipote del sindacalista: “È un bel momento di riconoscimento”. E ha aggiunto: “Ogni volta che facciamo un esercizio di memoria è una cosa positiva”.
Alla domanda su quale figura contemporanea possa essere accostata a quella di Accursio Miraglia, il nipote ha risposto senza fare riferimento alla politica: “La prima persona che mi viene in mente non è un politico. La prima persona che mi viene in mente come persona che si spende è don Luigi Ciotti”. E ancora: “Chi si spende sul campo sporcandosi le mani, mi viene in mente anche Don Gallo”.
All’incontro è intervenuto anche lo storico Enzo Di Natali, che ha richiamato una dimensione meno conosciuta del sindacalista saccense: “C’è un altro Miraglia che noi non conoscevamo e cioè un Miraglia che collega la sua azione sociale, la sua azione politica, in un contesto molto più ampio che noi definiamo teologia della liberazione”. Di Natali ha sottolineato: “Un Accursio Miraglia che si impegna a favore dei poveri, che chiede la giustizia in nome di una fede che è la fede cristiana”.

Presente il Comune di Sciacca con il sindaco, Fabio Termine, il presidente del consiglio, Ignazio Messina, diversi consiglieri e assessori. Presenti anche amministratori del territorio, i sindaci di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, e Santa Margherita Belice, Gaspare Viola. Con la famiglia Miraglia che rimane punto di riferimento per queste iniziative la Cgil, intervenuta con numerosi dirigenti tra i quali il segretario provinciale, Alfonso Buscemi. Dopo la scopertura della targa, nei locali dell’Unitre c’è stato spazio per il ricordo di altre vittime della mafia.



