Il capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, Michele Catanzaro, annuncia un’interrogazione urgente sulla gestione delle dighe Gammauta e Castello. La presa di posizione nasce dalla segnalazione dell’associazione Liberi Agricoltori e riporta al centro dell’attenzione il tema dell’acqua sprecata nelle dighe, ritenuto ormai insostenibile.
Dopo due anni segnati da emergenze idriche, secondo Catanzaro non è più tollerabile disperdere milioni di metri cubi d’acqua che potrebbero essere destinati a usi potabili e agricoli.
Nel dettaglio, la diga Castello è in grado di garantire fino a 200 litri al secondo per uso potabile. Inoltre, la bretella collegata alla diga Gammauta potrebbe trasferire oltre 5 milioni di metri cubi d’acqua all’anno.
Tuttavia, la concessione attualmente in vigore, affidata a Enel e valida fino al 2029, continua a deviare circa 1000 litri al secondo verso il mare. Una scelta che rende l’acqua definitivamente non recuperabile e che, secondo il deputato, è ormai in contrasto con l’interesse pubblico.
In questo contesto, il problema dell’acqua sprecata nelle dighe emerge con forza, soprattutto alla luce delle criticità idriche che interessano il territorio.
Catanzaro chiede alla Regione un intervento immediato e concreto. Tra le proposte avanzate, vi è la revisione della concessione con l’introduzione di automatismi che consentano il trasferimento dell’acqua verso la diga Castello quando si scende sotto la soglia degli 11 milioni di metri cubi.
Inoltre, il deputato suggerisce l’installazione di misuratori di flusso pubblici, così da garantire trasparenza nella gestione delle risorse idriche.
In alternativa, viene proposta la revoca della concessione stessa, accompagnata dal potenziamento della bretella e dall’ampliamento dell’area di raccolta fino a 171 chilometri quadrati.
La posizione del capogruppo dem è netta: la Regione ha il dovere di intervenire rivedendo o revocando concessioni che non rispondono più all’interesse collettivo.
Il problema dell’acqua sprecata nelle dighe, sottolinea Catanzaro, non può più essere ignorato, soprattutto in un contesto in cui cittadini e agricoltura soffrono la carenza idrica.
“Serve una decisione politica chiara – conclude – perché oggi la priorità deve essere garantire acqua a cittadini e agricoltura, evitando sprechi non più tollerabili”.