Si svolto questa mattina al Don Michele Arena di Sciacca un incontro dedicato alla storia di Paolo e Giuseppe Borsellino, padre e figlio, imprenditori originari di Lucca Sicula, la cui vicenda si intreccia con le pressioni e le infiltrazioni mafiose nel settore del calcestruzzo nell’Agrigentino degli anni Ottanta e Novanta.
Giuseppe Borsellino nasce a Lucca Sicula nel 1938 da una famiglia originaria di Ribera. Fin da giovane lavora per aiutare i genitori e sostenere economicamente la famiglia. Sposato a 18 anni con Calogera, affronta diversi lavori nel corso della vita, dall’autotrasporto all’emigrazione in Germania, fino alla vendita di salumi, sempre con l’obiettivo di garantire un futuro ai figli.
A metà degli anni Ottanta decide di investire i risparmi di una vita nella nascita della “Lucca Sicula Calcestruzzi srl”, impresa avviata insieme al figlio Paolo. Per finanziare l’attività vende il bar-tabacchi gestito nella piazza principale del paese. Padre e figlio lavorano direttamente nell’azienda come operai, acquistando macchinari e attrezzature attraverso cambiali e affrontando pesanti sacrifici economici.
L’impresa, composta da quattro operai e impegnata esclusivamente in lavori privati, rimane fuori dal sistema degli appalti pubblici che in quegli anni interessa il territorio agrigentino. Secondo la ricostruzione, proprio in quel contesto si verificano i primi tentativi di infiltrazione mafiosa.
L’offerta di cedere l’attività viene rifiutata e questo non ferma Giuseppe e Paolo. Le intimidazioni successive: alberi di pesco tagliati in un terreno di Bivona e l’incendio di un camion dell’azienda.
La storia di Paolo e Giuseppe Borsellino, uccisi a distanza di pochi mesi, il primo ad aprile ed il secondo a dicembre del 1992, dopo che si era molto impegnato per mettere gli inquirenti sulla strada giusta per fare luce sul delitto del figlio, e’ stata raccontata agli studenti da Antonella Borsellino.
Figlia di Giuseppe e sorella di Paolo, Antonella, con Libera, da anni e’ molto impegnata nell’area belicina. L’iniziativa è stata moderata dal giornalista Giuseppe Pantano. Sono intervenuti la dirigente scolastica, Daniela Rizzuto, e le insegnanti Cirafisi e Cantone.



