Le indagini svolte dalla Polizia di Stato – Squadra Mobile di Catania – hanno permesso di acquisire allo stato attuale degli atti, ferma restando la presunzione di innocenza, “gravi elementi indiziari a carico degli indagati, per i delitti di circonvenzione di incapace e tentata appropriazione indebita, entrambi in forma pluriaggravata”.
Le indagini sono partite da una solerte segnalazione proveniente da funzionari di un istituto bancario del Capoluogo etneo, presso gli Uffici della Squadra Mobile, avente ad oggetto una circonvenzione ai danni di una loro facoltosa anziana cliente, senza figli né parenti vicini.
Gli investigatori hanno potuto cogliere così le fasi più importanti dell’attività criminosa in itinere, posta in essere dalle indagate in concorso con altri complici.
Le attività di indagine di tipo tradizionale e tecnico, tempestivamente avviate, hanno consentito infatti di identificare gli indagati, intenti a realizzare una serie di operazioni necessarie per appropriarsi del patrimonio della vittima, ammontante a circa 3 milioni di euro”.
Lo scorso novembre era stata eseguita la prima trance dell’operazione con la sottoposizione alla misura della custodia cautelare in carcere di una fioraia, ritenuta a livello di gravità indiziaria deus ex machina dell’intera operazione illecita, e degli arresti domiciliari di un avvocato.
In particolare la fioraia, vicina di casa dell’anziana, ha svolto il ruolo più importante, accaparrandosi la fiducia della persona offesa, manipolandola, isolandola dal contesto esterno e rendendola completamente dipendente da lei e da sua figlia.
La vittima, ottantacinquenne, era stata isolata in casa dalla fioraia che l’aveva invitata a non avere alcun contatto, anche solo telefonico, con parenti e/o persone estranee se non tramite lei.
All’anziana era stato di fatto reso impossibile anche il ricevimento della corrispondenza, in quanto la stessa indagata aveva anche invitato il portiere dello stabile a consegnarla esclusivamente a lei.



