Aree interne siciliane, siglato un patto per il rilancio: Cisl, Chiesa e Università insieme
Studio, ascolto delle comunità e sviluppo sostenibile al centro del protocollo firmato a Palermo
Rafforzare il ruolo strategico delle aree interne della Sicilia e promuoverne il rilancio sociale, economico e culturale attraverso un’azione condivisa e strutturata. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto nella sede della Cesi, a Palermo, dalla Cisl Sicilia, dalla Conferenza Episcopale Siciliana e dall’Università Kore di Enna.
Un accordo che nasce dalla consapevolezza delle difficoltà che caratterizzano vaste porzioni del territorio regionale: distanza dai servizi essenziali, spopolamento, denatalità e marginalizzazione economica. Criticità che, tuttavia, convivono con un patrimonio di straordinario valore fatto di risorse naturali, identità culturali e capitale sociale, elementi che rendono le aree interne una leva fondamentale per lo sviluppo complessivo della Sicilia.
Il protocollo intende valorizzare queste potenzialità puntando su modelli di crescita sostenibile e sulle opportunità offerte dall’innovazione digitale, individuando nuove traiettorie di sviluppo e favorendo una maggiore convergenza territoriale. Al centro dell’iniziativa c’è l’idea che il rilancio delle aree interne passi da una conoscenza approfondita dei territori e da un coinvolgimento diretto delle comunità locali.
Come si legge in una nota congiunta, l’accordo prevede una collaborazione biennale, rinnovabile, finalizzata alla realizzazione di studi e analisi sulle caratteristiche socio-economiche delle aree interne siciliane e sulle loro prospettive di sviluppo. Accanto all’attività di ricerca, sono previste azioni di ascolto e partecipazione delle comunità locali, oltre alla programmazione di eventi di approfondimento e momenti di divulgazione dei risultati.
Un’alleanza inedita tra mondo del lavoro, istituzioni ecclesiastiche e università che punta a trasformare fragilità storiche in opportunità concrete, restituendo centralità a territori troppo spesso considerati marginali, ma che rappresentano una risorsa decisiva per il futuro della Sicilia.