Cronaca / Attualità

Caro voli in Sicilia a Pasqua, i sindacati incalzano la Regione

Il ritorno delle festività pasquali riaccende il problema del caro voli in Sicilia, con prezzi dei biglietti aerei già in crescita nelle prime simulazioni di acquisto. A lanciare l’allarme sono Federconsumatori Sicilia, l’associazione “Nun si parti” e Cgil Sicilia, che hanno inviato una lettera alla Presidenza della Regione Siciliana e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiedendo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale.
Le organizzazioni sottolineano come il fenomeno del caro voli in Sicilia non sia episodico, ma ormai strutturale, destinato a ripresentarsi durante le principali festività e nei periodi di maggiore mobilità.

Caro voli in Sicilia, prezzi già alti per Pasqua

Secondo quanto riportato nella nota ufficiale, per rientrare nell’isola durante la settimana di Pasqua il costo di un volo diretto si aggira attorno ai 350 euro. Esistono alternative più economiche, ma con tempi di viaggio molto più lunghi: si parla di biglietti da circa 175 euro con scali intermedi, come Tirana e Bari, per un totale che può arrivare fino a 23 ore di viaggio.
Situazioni simili si registrano per chi parte da città come Torino o Bologna o per chi atterra negli aeroporti siciliani, in particolare a Catania.

Il precedente delle festività natalizie

Le associazioni ricordano che durante le recenti festività natalizie si erano già verificati aumenti eccezionali delle tariffe, in alcuni casi fino al 900% rispetto ai prezzi ordinari. In diverse tratte i biglietti avevano superato i 500 euro per una sola andata, confermando un andamento che tende a ripetersi.

Diritto alla mobilità e rientro nell’isola

Il caro voli in Sicilia colpisce soprattutto studenti e lavoratori residenti fuori regione, che durante le festività si trovano a sostenere costi molto elevati per poter rientrare a casa. Le organizzazioni evidenziano come questa situazione produca effetti sociali ed economici rilevanti, incidendo sul diritto alla mobilità e sull’intero sistema regionale, a partire dal comparto turistico.
Nonostante le numerose segnalazioni degli utenti e le iniziative di mobilitazione degli ultimi anni, tra cui il sit-in del 22 dicembre 2025 all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, non sarebbero ancora state adottate soluzioni strutturali in grado di contenere il fenomeno.

La richiesta di un confronto istituzionale

Per queste ragioni sindacati e associazioni chiedono l’apertura urgente di un confronto che coinvolga Regione, Ministero, autorità di regolazione, gestori aeroportuali, compagnie aeree e rappresentanze sociali, con l’obiettivo di individuare strumenti concreti per garantire condizioni di accessibilità più eque.
«La lettera è stata inoltrata nel gennaio 2026 e non ha ancora ricevuto risposta – conclude Giovanni Castronovo di Nun si parti –. Chiediamo una convocazione al più presto possibile, altrimenti arriveremo al periodo pasquale con ulteriori e insostenibili aumenti. È una questione di uguaglianza sostanziale».

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