Paolo Bono (volontario chiesa della Madonnuzza di Sciacca) con la moglie Eleonora Vitabile
A Sciacca si rinnovano fede e tradizione con le celebrazioni per il ventesimo anniversario della riapertura della chiesa della Madonnuzza di Sciacca, luogo simbolo della devozione popolare del quartiere della marina. Dopo anni di abbandono, questo piccolo edificio sacro è tornato a vivere grazie all’impegno di fedeli e volontari.
Il programma prevede momenti di intensa spiritualità: venerdì 15 maggio alle ore 18 sarà recitato il Rosario cantato in siciliano, una forma suggestiva e poco conosciuta. A seguire, alle 18,30, don Nino Catanzaro celebrerà la Santa Messa.
Negli ultimi giorni, la chiesa della Madonnuzza di Sciacca è stata ripulita e preparata per accogliere fedeli e visitatori, segno concreto di una comunità che continua a prendersi cura di questo luogo.
La chiesa della Madonnuzza di Sciacca continua ad attirare l’attenzione di turisti e cittadini. In molti si fermano incuriositi anche dalla particolarità dell’accesso: quella che oggi appare come una finestra era in origine il portone principale, mentre l’ingresso attuale si trova lungo una gradinata laterale.
Le iniziative proseguiranno anche dopo l’anniversario: è prevista la recita del Rosario ogni sabato, con una pausa nei mesi estivi di luglio e agosto a causa del caldo, e una ripresa a settembre, sempre in accordo con il sacerdote.
Le origini della chiesa della Madonnuzza di Sciacca risalgono al XVII secolo, quando il marinaio Carlo Vela fece dipingere un’icona della Madonna dell’Itria sul muro della propria abitazione. Dopo un periodo di abbandono, un episodio del 1682, considerato miracoloso, contribuì a diffondere la devozione, portando prima alla realizzazione di una cappella e poi, nel 1693, alla costruzione della chiesetta.
Nel corso dei secoli, l’edificio è stato arricchito e restaurato più volte, alternando fasi di cura ad altre di degrado, ma mantenendo sempre un forte legame con la comunità locale.
Un ruolo determinante nella storia recente della chiesa della Madonnuzza di Sciacca è stato svolto da Paolo Bono. Entrato per la prima volta nel 2005, ancora giovanissimo, rimase colpito dalle condizioni del luogo e decise di impegnarsi per restituirgli dignità.
Da quella scelta nacque un percorso fatto di dedizione e collaborazione, che portò alla fondazione del gruppo “Gli amici del Rosario”. Il 22 febbraio 2006 la chiesa fu ufficialmente riaperta al culto.
Negli anni successivi, tra restauri, recuperi di oggetti sacri e tradizioni ritrovate, la chiesa della Madonnuzza di Sciacca è tornata ad essere un luogo vissuto. Dopo la pausa dovuta alla pandemia, nel 2025 le attività sono riprese con regolarità.
Oggi, a vent’anni da quella riapertura, la chiesa della Madonnuzza di Sciacca continua a rappresentare un simbolo di fede, memoria e comunità per l’intera città.